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Riceviamo e pubblichiamo – Sabato 12 ottobre, in concomitanza con la rinomata Sagra della castagna, si è tenuta nella sala consiliare del Comune di Soriano nel Cimino la conferenza di presentazione dei risultati della quinta campagna di scavo archeologico sul Monte Cimino, sulla cui sommità dal 2009 le ricerche stanno riportando alla luce una struttura per roghi votivi (cd. Brandopferplatz) con insediamento fortificato annesso, risalente all’età del bronzo finale (1150-950 a.C. circa).
La conferenza, promossa dall’amministrazione comunale insieme alla cooperativa locale “il Camaleonte” e introdotta dal sindaco Fabio Menicacci, con interventi di Gabriella Evangelistella (Servizio cultura Comune di Soriano nel Cimino) e di Mario Fanti (associazione “Soriano Terzo Millennio” Onlus), ha permesso al direttore dello scavo, Andrea Cardarelli (Dipartimento di Scienze dell’Antichità della “Sapienza” Università di Roma), di illustrare i principali risultati della campagna 2013, corredati per l’occasione dall’esposizione in vetrina di una selezione dei reperti più significativi.
La campagna di scavo 2013, unitamente alla prosecuzione dello scavo nel settore 1, ha visto l’apertura di tre nuovi settori di indagine nel versante nord del pianoro orientale.
Settore 1 (area della cd. “acropoli”, ove si trova la torre moderna): grazie all’ampliamento verso ovest dell’area di scavo indagata nel 2012, è stato possibile verificare la sempre più probabile presenza di un corridoio di ingresso al recinto sommitale, delimitato da muri a secco, oggi in parziale collasso ma comunque ben riconoscibili.
Finanziamenti permettendo, obiettivo della campagna di scavo 2014 sarà quello di riaprire per intero tutte le aree di questo settore, indagate a partire dal 2009, in modo da esporre simultaneamente i vari setti murari esistenti, finora mai osservati nel loro insieme strutturale.
Settore 9: presso il lobo nordest del pianoro, in corrispondenza di una concentrazione di pietre visibili in superficie e disposte come a formare la base di un bastione murario, è stato aperto uno stretto saggio di scavo trasversale al sentiero moderno (il quale sfrutta una lacuna nella cinta muraria), al fine di verificare la supposta esistenza di un varco in questo punto già nell’età del bronzo.
L’esito dello scavo, che ha rivelato al di sotto del sentiero la prosecuzione della cinta, sembra escludere questa ipotesi, ascrivendo la lacuna attuale a un asporto in epoca moderna.
Settore 10: si tratta di un saggio di appena un metro quadrato, aperto presso il bordo nordest del pianoro orientale, che ha confermato l’impressione che nei punti più alti del plateau il deposito archeologico è ridotto a pochi centimetri di spessore, a causa di fenomeni erosivi, molto intensi soprattutto quando non era ancora cresciuta la faggeta.
Settore 11: sul versante nord del pianoro orientale, è stata scavata una trincea con orientamento ortogonale al tratto di cinta protostorica ben visibile in questo tratto del suo perimetro, presso il quale tra l’altro potrebbe essersi trovato uno dei varchi di passaggio al villaggio. L’indagine stratigrafica, che ha portato presto ad ampliare verso l’interno i limiti dell’area di scavo, a ridosso del ciglio della cinta muraria ha riportato in luce tracce dello stesso sistema di apprestamento “a cassoni” già individuato sul versante opposto (Settore 4).
E di nuovo, come già riscontrato nel settore 4, anche qui nell’area più interna sono emersi indizi di una struttura forse ancora “in posto”, rappresentati da abbondante materiale ceramico e soprattutto da allineamenti di pietre che andranno verificati con la prossima campagna di ricerche.
Andrea Schiappelli
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