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– Una piscina che cade a pezzi.
Può sembrare un eufemismo ma, in realtà, nella struttura di Civita Castellana, come denunciano alcuni residenti, il degrado è sempre più evidente.
L’impianto, seppur altamente frequentato, versa in una situazione di grave incuria, con preoccupante pregiudizio dell’incolumità degli ospiti che, in maniera legittima, si fanno delle domande alle quali le istituzioni sono chiamate a rispondere.
In primo luogo sulla sussistenza o meno dei previsti standard di sicurezza all’interno della piscina comunale. Periodicamente, infatti, le autorità preposte devono effettuare dei controlli obbligatori e certificare, in sostanza, la regolarità e il rispetto delle normative previste.
Tutto ciò si è verificato nella piscina comunale? Quello della sicurezza non, comunque, l’unico punto oscuro nell’intera vicenda.
Continuando a parlare con i residenti, infatti, emergono, mano mano, delle zone d’ombra alquanto preoccupanti che spaziano dalla gestione poco chiara della struttura fino ad implicazioni di natura giuslavoristica che destano non pochi dubbi.
A gestire la piscina, da tempo immemorabile, è la cooperativa Futura, non si sa bene a quale titolo, se per intercessione divina o per grazia ricevuta.
Fatto sta che non è stato mai effettuato un bando per l’assegnazione del servizio che si tramanda, ripetutamente, di padre in figlio.
Inoltre, in tutto questo tempo, ovvero dai primi anni Ottanta, non è dato sapere chi abbia pagato l’acqua della piscina, visto che il contatore è stato installato solo qualche giorno fa dalla Talete.
Ad andarci di mezzo è la sicurezza dei cittadini.
Fratelli d’Italia Civita Castellana
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