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Villa San Giovanni in Tuscia – Riceviamo e pubblichiamo – Egregio consigliere Sabatini,
vorrei, in maniera molto garbata, riprendere il suo intervento relativo all’opera in via di realizzazione a Villa San Giovanni in Tuscia e puntualizzare alcuni aspetti che, forse, da lontano potrebbero esserle sfuggiti.
In effetti, nessuno ha sferrato attacchi strumentali all’opera, anche perché di quest’opera si sa poco o nulla. Una volta completata, ciascun cittadino potrà dare il suo giudizio eil quindi approvare o, eventualmente, criticare la scelta operata dall’amministrazione comunale.
Quello che però non può passare sotto silenzio, e questo è stato l’argomento della protesta di lunedì scorso, è che l’amministrazione comunale non può aprire un cantiere al centro del paese senza rispettare e far rispettare le più basilari norme di sicurezza e trasparenza.
Un cantiere senza alcuna recinzione e senza la cartellonistica prevista è un cantiere che non è sicuro per l’incolumità dei cittadini e che non dà alcuna informazione sui lavori in corso, sulle deliberazioni e sulle varie figure tecniche coinvolte. E neanche dà informazioni sulle modalità di finanziamento dell’opera, cosa che invece di solito la Regione Lazio pretende quando è lei a finanziare opere pubbliche.
Quello che non è ammissibile è che il Comune, che pretende giustamente il rispetto delle regole da parte dei cittadini quando effettuano lavori edilizi, sia il primo poi a non rispettare le stesse regole nei cantieri delle opere pubbliche.
Paolo Valeri
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