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Viterbo - Si sono svolte questa mattina in piazza dei Caduti le celebrazioni in onore dell'Unità nazionale

“Forze armate, garanti di libertà e presidio delle istituzioni democratiche”

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La festa dell'Unità nazionale

La festa dell’Unità nazionale

La festa dell'Unità nazionale
La festa dell'Unità nazionale
La festa dell'Unità nazionale
La festa dell'Unità nazionale
La festa dell'Unità nazionale

Viterbo – (e.c.) – “Forze armate, garanti di libertà e presidio delle istituzioni democratiche”.

Lo ha scritto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione dei festeggiamenti dell’Unità nazionale e il 95esimo anniversario della fine del primo conflitto mondiale.

A leggere il messaggio questa mattina durante i festeggiamenti che si sono tenuti a Viterbo a piazza dei Caduti il comandante dell’aviazione dell’esercito Giangiacomo Calligaris (fotocronaca).

Presenti alla celebrazioni le autorità civili e militari tra cui il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini, il prefetto Antonella Scolamiero e il presidente della Provincia Marcello Meroi.

Schierati il picchetto di formazione, i Labari delle associazioni combattentistiche e d’arma, gonfaloni della Provincia e del Comune di Viterbo, l’Iis F. Orioli, la scuola elementare Edmondo De Amicis.

Dopo il rituale alza bandiera è stata deposta una corona al monumento ai caduti per rendere onore a tutti coloro che hanno perso la vita durante la guerra.

“Rivolgerò il mio commosso pensiero ai caduti di tutte le guerre e a coloro che hanno perso la vita, in Patria e all’estero, per la sicurezza del Paese e della comunità internazionale e per la salvaguardia della pace” si legge ancora nel messaggio del capo dello Stato.

Alla fine della lettura un fuori programma.

Gli alunni della scuola elementare Edmondo De Amicis, guidati dalle loro maestre, si sono esibiti in coro in una composizione rap sull’unità nazionale e sull’importanza della pace.

Un’esibizione che ha saputo andare oltre la ritualità della celebrazione e ha dato un valore aggiunto fresco e giovanile ai festeggiamenti.


Il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Nella ricorrenza del 4 novembre, celebriamo l’Unità Nazionale e il 95esimo anniversario della fine del primo conflitto mondiale, testimoniando la vicinanza del Paese alle Forze armate, garanti di libertà e presidio delle istituzioni democratiche.

Questa mattina rendendo omaggio al sacello del Milite Ignoto, rivolgerò il mio commosso pensiero ai caduti di tutte le guerre e a coloro che hanno perso la vita, in Patria e all’estero, per la sicurezza del Paese e della comunità internazionale e per la salvaguardia della pace. In un mondo sempre più complesso e interdipendente, in cui i rischi dell’instabilità e della disgregazione sociale e le minacce transnazionali del terrorismo e della criminalità organizzata premono ormai da vicino sull’Italia e sull’Europa, le Forze armate svolgono un ruolo di crescente importanza per il futuro del paese.

Per rendere le capacità richieste compatibili con le ridotte risorse finanziarie a disposizione, esse hanno intrapreso un radicale processo di riforma i cui meccanismi attuativi, all’esame del Parlamento, devono essere resi al più presto operanti.

Ancor più intensamente è necessario lavorare per l’integrazione militare europea. Al Consiglio di dicembre l’Italia ha l’opportunità di promuovere iniziative forti e concrete, in grado di attivare circuiti virtuosi, di razionalizzazione e risparmio di risorse. È possibile coinvolgere in tempi brevi in questa prospettiva un numero crescente di paesi membri.

In questa giornata così significativa, rinnovo il riconoscente apprezzamento di tutti gli italiani e mio personale ai militari impegnati nei diversi teatri di crisi, dall’Afghanistan, al Medio Oriente, ai Balcani, e a quelli che operano sul territorio nazionale e sui nostri mari. Un plauso particolare meritano gli uomini e le donne che hanno partecipato alle operazioni di soccorso e al pietoso recupero delle salme delle vittime della terribile tragedia di Lampedusa. Viva le Forze armate, viva la Repubblica, viva l’Italia!


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4 novembre, 2013

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