Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Insistere con il dogma delle grandi opere non mi ha mai convinto, ritengo che quando questi progetti non sono condivisi dalla popolazione, da tutti i territori interessati, non possano essere considerati utili per la comunità.
In questo caso, i dati di traffico non sarebbero sufficienti per giustificare questa necessità, non si può far finta di nulla quando un assurdo progetto come la Orte- Mestre coinvolge 5 Regioni, 11 Province e 48 Comuni.
In un Paese normale si dovrebbe incentivare il traffico su ferro, mettere maggiormente in sicurezza le arterie stradali già esistenti, anzichè inseguire queste ulteriori opere faraoniche fatte di cemento e asfalto. Realizzare questa aberrante autostrada comporterà un elevato consumo di suolo, nonchè il frazionamento di numerosi fondi agricoli; sarebbe del tutto inutile in quanto i flussi di traffico attuali e futuri che interessano la SS 309 Romea e la E-45 non giustificherebbero in alcun modo la costruzione di un’altra autostrada, che diventerebbe semplicemente un doppione della A-1 e della A-14/A-13; privilegerà ancora una volta il trasporto su gomma a scapito di quello ferroviario e marittimo, più sostenibili, provocherà gravi danni ambientali a carico di importanti zone di interesse storico, paesaggistico, ambientale (es. Parco del delta del Po, Valli di Comacchio e Mezzano, Laguna sud, Riviera del Brenta, Parco delle Foresti Casentinesi, valli dell’Appennino centrale…), riporto ulteriori numeri da brivido: 396 km di lunghezza,139 km di ponti e viadotti, 64 km di gallerie, 20 cavalcavia, 226 sottovia, 83 svincoli, 2 barriere di esazione15 aree di servizio. Mi chiedo, a chi serve questa autostrada? Sono altre le priorità del Paese, dei territori e soprattutto di noi cittadini. Basterebbe la metà di questi 10 miliardi di euro previsti per questa realizzazione, per sanare il dissesto idrogeologico del nostro Paese.
Eppure il Cipe (il comitato interministeriale per la programmazione economica) ha dato il via libera alla Orte- Mestre, come annunciato dal presidente Letta al termine del consiglio dei Ministri. Il costo sarà di circa 10 miliardi di euro, verrà costruita in project financing, verrà bandita una gara internazionale, ci saranno sei mesi di tempo per l’assegnazione e nel 2015 dovrebbe essere messa la prima pietra. Sono molti i comitati, movimenti e associazioni che sostengono l’inutilità di questa ulteriore autostrada, mettendo sul tavolo non solo la protesta ma concrete ragioni per metterla in discussione. Ritengo anch’io che dovremmo pensare ad altro, non continuare a concentrare ricchezze in mano di pochi a danno di molti, basta stupri di interi territori, basta profitto incentivando uno sviluppo cieco e sterile, basta continuare ad affermare che tutto occorre, tutto è indispensabile. Un’inversione di pensiero è indispensabile per costruire un ponte con le nuove generazioni, che sia soprattutto più sostenibile e condiviso, meno aberrante e distruttivo. Ma non fa riflettere il fatto che mentre in Italia le vendite di auto diminuiscono, il prezzo dei carburanti alle stelle, una contrazione di merci prodotte su tutto il territorio nazionale e nonostante ciò, ci sia tutta questa voglia di tali investimenti?
Chi semina autostrade raccoglierà traffico, le vocazioni e le priorità della nostra Provincia sono altre, se proprio teniamo ad una mobilità più sostenibile perché non attivarsi per l’apertura della tratta ferroviaria Civitavecchia Capranica Orte? Sarebbe sicuramente più lungimirante e proficua riaprirla, dopo decenni di incuria e indifferenza.
Giovanni Francola
Consigliere provinciale IdV
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