Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sono ormai diversi mesi che rappresentiamo forte preoccupazione sulla sorte del centro geriatrico Giovanni XXIII di Viterbo.
La progressiva diminuzione degli ospiti, con l’inevitabile ricaduta finanziaria, non consente in prospettiva certezze sulla sopravvivenza dell’Istituto con tutte le conseguenze occupazionali.
A nostro giudizio è necessario un forte impegno gestionale e va esperito ogni utile tentativo per reperire tutte quelle sinergie economiche, assistenziali e programmatiche al fine di rilanciare l’attività e superare l’attuale situazione di stallo che si sta vivendo all’interno della struttura.
Per fare ciò sicuramente è necessaria una guida forte ed autorevole; ciò che l’attuale consiglio di amministrazione non può dimostrare considerato che attualmente è composto da soli due componenti (a nomina regionale) su cinque, per cui viene anche da chiedersi se legittimato nelle decisioni.
Inoltre vogliamo rappresentare il singolare comportamento riguardo alle relazioni sindacali del presidente, il quale di fronte ad una richiesta di incontro per chiarimenti sulla situazione, scaturita dal disagio e dalle preoccupazioni per il futuro manifestate dal personale dipendente in occasione di una recente assemblea sindacale, a tutt’oggi ha evitato la convocazione adducendo evasive ed inusuali motivazioni.
Per quanto sopra, ritenendo che la situazione generale dell’Ipab sia grave ed insostenibile, chiediamo un sollecito intervento al fine di determinare una compiuta composizione degli organismi che possano operare con la massima chiarezza e legittimità, in modo da ridare all’attività dell’ente il necessario slancio garantendo un servizio di eccellenza ed i livelli occupazionali.
Filippo Sarzana (Cgil Fp)
Renato Trapè (Cisl Fp)
Lucio Corbucci (Uil Fp)
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