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Viterbo - Partito democratico - Mazzoli, Levi e Favi in visita al carcere - Presentati cinque punti per risolvere la situazione dei penitenziari italiani

“Mammagialla non è sovraffollato”

di Maria Letizia Riganelli
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Alessandro Mazzoli, Danilo Leva e Sandro Favi

Alessandro Mazzoli, Danilo Leva e Sandro Favi

Alessandro Mazzoli, Danilo Leva, Sandro Favi e Andrea Egidi

Alessandro Mazzoli, Danilo Leva, Sandro Favi e Andrea Egidi

Andrea Egidi

Andrea Egidi

Alessandro Mazzoli e Danilo Leva

Alessandro Mazzoli e Danilo Leva

Alessandro Mazzoli, Danilo Leva, Sandro Favi e Andrea Egidi

Alessandro Mazzoli, Danilo Leva, Sandro Favi e Andrea Egidi

Viterbo – Riforma della custodia cautelare e messa alla prova. Sono queste due delle proposte, per superare il drammatico problema del sovraffollamento delle carceri italiani, presentate stamattina dai deputati del Pd Alessandro Mazzoli, Alessandra Terrosi e Danilo Leva, presidente del forum nazionale giustizia, insieme a Sandro Favi responsabile nazionale carceri del Pd, che hanno fatto visita alla casa circondariale di Viterbo.

Non una visita di cortesia, ma un vero e proprio incontro per capire come vivono i detenuti all’interno del carcere e come lavorano gli agenti di polizia penitenziaria.

Il bilancio della visita, che proseguirà in altri cinque carceri italiani, è stato tracciato in conferenza stampa nella sede del Pd alla presenza del segretario provinciale Andrea Egidi. “Questa visita – spiega Alessandro Mazzoli – si inserisce in un’iniziativa nazionale del Pd che vuole mettere in luce le drammatiche condizioni all’interno dei carceri italiani. La spinta arriva dal messaggio alle Camere del 7 ottobre scorso del presidente Napolitano. Probabilmente l’attenzione, soprattutto quella dei media, si è focalizzata solamente sulle parole indulto e amnistia che rappresentano, secondo noi, solo l’estrema ratio per affrontare questa situazione. Quello che immaginiamo è invece un percorso che ci porti al 28 maggio 2014, quando cioè scadranno i termini imposti dall’Ue per adeguare le nostre carceri agli standard europei, con una situazione carceraria che rispetti i diritti umani e che ponga fine al problema del sovraffolamento”.

Sovraffollamento che però a Viterbo non sembra esserci. “La direttrice del carcere – dice ancora Mazzoli – ci ha parlato semplicemente di affollamento. Mammagialla ha una capienza di 44o posti, con una tollerabilità di circa 600, attualmente sono detenute 684 persone. Di questi 400 hanno una condanna definitiva, 50 sono in regime di 41bis, 139 in alta sicurezza. E il 33% sono stranieri, principalmente slavi o magrebini”.

Il problema del carcere non è solo la concentrazione di detenuti ma anche la carenza di agenti penitenziari. A Viterbo dovrebbero esserci 470 agenti, mentre ce ne sono 316 effettivi. “La direttrice – continua Mazzoli – lamenta anche la mancanza di un mediatore culturale, fondamentale vista la massiccia presenza di stranieri e la possibilità di aumentare le ore per psicologi e psichiatri. Credo che sia importante anche parlare della questione sanitaria. L’atto aziendale recentemente bloccato dalla Regione, solo per fare un esempio, per Mammagialla prevedeva un’unità operativa semplice, qui invece è necessaria un’unità complessa che preveda più persone e più strutture. Il carcere fa parte di questo territorio, è una realtà che non si può dimenticare”.

La campagna del Partito democratico nei prossimi giorni farà tappa nei carceri di Busto Arsizio, Firenze, Bologna, Bari e Palermo. La delegazioni girerà per l’Italia per capire come realizzare la proposta per migliorare la vita dei detenuti.

“Rispetto ad altri istituti penitenziari – spiega Danilo Favi – la situazione qui a Viterbo non è catastrofica. Abbiamo visto situazioni al limite, dove i letti a castello sono a tre piani e celle con 14 detenuti. Qui al massimo una cella pensata per una persona è coabitata da due detenuti e le docce sono in comune. Insomma, non ci sono situazioni di difficoltà estrema. Il modo per superare l’affollamento però non è ricorrere all’edilizia penitenziaria ma a misure alternative. Così come per aumentare il numero degli agenti che lavorano in carcere è necessario sbloccare il turnover e assumere altro personale, stessa cosa vale per gli educatori. A Viterbo ce ne sono solo 6, di cui due in scadenza. Non c’è nemmeno un educatore ogni cento detenuti”.

La ricetta per superare l’sovraffollamento e rientrare nei parametri europei la spiega Danilo Leva. “Quello che succede nelle carceri italiane – dice – non è da paese civile, non è umano. Per questo chiederemo una sessione straordinaria in Parlamento che affronti le problematiche dei carceri italiani. E chiederemo cinque interventi strutturali: la riforma della custodia cautelare, il superamento della Fini-Giovanardi, perché i tossicodipendenti devono intraprendere un percorso di terapia e non finire in carcere, il superamento della ex Cirielli che ha ingolfato tutto il sistema, l’approvazione della messa alla prova e l’approvazione di misure alternative. Solamente dopo questi cinque punti si può parlare anche di amnistia e indulto. Perché senza provvedimenti strutturali si finisce per tamponare una situazione emergenziale senza portare nessun beneficio. La nostra è una battaglia per uscire dall’arretratezza culturale in cui siamo finiti”.

“Il messaggio del presidente Napolitano – dice infine il segretario provinciale Egidi –  è importante e non va sottovalutato, per questo mi auguro che questa iniziativa del Pd possa far fare un passo in avanti per riportare i diritti umani al centro”.


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4 novembre, 2013

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