Viterbo – “Un padre che ama i bambini e che accompagna i malati a Lourdes con l’Unitalsi”.
“Un uomo buono che adesso si ritrova rinchiuso a Mammagialla con i piedi immersi in una bacinella d’acqua calda e una coperta che a malapena gli basta ad affrontare il gelo della cella”.
“Una persona che ci tiene a chiarire gli equivoci e ripete le sue scuse alla Procura per un episodio che lo ha visto protagonista alcuni mesi fa”.
Difficile crederlo forse, ma l’uomo in questione è Paolo Gianlorenzo.
Lo stesso Gianlorenzo nei confronti del quale il gip Rigato ha ordinato “agli ufficiali e agli agenti di polizia giudiziaria di procedere alla cattura e di condurlo immediatamente in un istituto di custodia”.
Quel giornalista, ex direttore del quotidiano Nuovo Viterbo Oggi, “dedito abitualmente a condotte estorsive” e a una “molteplicità di condotte criminose”.
E’ la stessa persona, ma sembra ora interpretare un altro personaggio.
Da una parte il profilo che emerge dall’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Francesco Rigato appena sette giorni fa, dall’altra la figura che sarebbe emersa ieri mattina durante l’interrogatorio di garanzia in carcere tratteggiata da uno dei suoi legali Franco Taurchini.
Ieri l’interrogatorio nel carcere di Mammagialla, durato più di due ore, dopo il quale il gip dovrà deciderà se confermare l’arresto in carcere per Gianlorenzo accusato di estorsione, calunnia e violenza privata, oppure alleggerire la misura cautelare.
“Gianlorenzo è rinchiuso in una cella di Mammagialla – racconta Taurchini – con i piedi immersi in una bacinella d’acqua calda e ha appena una coperta a disposizione per ripararsi dal freddo”.
Il carcere, in cui si trova da ormai più di due giorni, sembra aver fatto emergere una figura del tutto nuova e, finora, sicuramente sconosciuta ai più che, invece, erano soliti vederlo in atteggiamenti non proprio remissivi.
“Ha voluto spiegare la sua versione dei fatti in particolare soffermandosi sull’accusa della presunta violenza privata nei confronti della moglie di Battistoni – prosegue Taurchini -. Ha detto di non aver fatto nulla. Lui stava soltanto aspettando suo figlio che usciva da scuola in cima alle scale”.
Tutta un’altra storia rispetto “all’atteggiamento minaccioso e di sfida con il quale intenzionalmente impediva, o comunque rendeva difficoltoso il passaggio” alla moglie di Battistoni, come viene invece scritto a pagina 3 dell’ordinanza di custodia cautelare.
“Come si può pensare – avrebbe detto Gianlorenzo nell’interrogatorio, secondo quanto riferito da Taurchini – che io possa far del male a un bambino? Io non sono un “mangiabambini”. Io i bambini li amo, ho tre figli. Faccio anche parte dell’Unitalsi e accompagno i malati a Lourdes”.
Insomma una bravissima persona, caritatevole e misericordiosa.
Nulla a che vedere, allora, con quell’uomo “privo di remore nello svolgere le sue illecite attività a ritmo continuo, avendo fatto di esse un modo di agire che attua con costanza e tale da manifestare una marcata pericolosità sociale”. Eppure questo è quanto scrive il gip Rigato a pagina 35 dell’ordinanza.
Gianlorenzo, invece, ieri avrebbe mostrato una disinteressata bontà e umiltà ribadendo persino le sue scuse a quegli agenti di polizia giudiziaria che avrebbe, sempre secondo l’accusa, calunniato.
I fatti risalgono al 26 settembre 2013 quando il giornalista pare abbia “replicato minacciosamente” durante una telefonata con un ispettore chiedendogli “per quali ragioni su un dvd di un suo procedimento penale fosse presente un file audio relativo a un suo rapporto sessuale“. Invitato a tornare in Procura dopo quella telefonata Gianlorenzo confrontò insieme agli agenti che non c’era nessun audio a luci rosse inciso su quel dvd.
La vicenda gli costò l’accusa di calunnia, ma lui nell’interrogatorio di ieri mattina ha voluto porgere di nuovo le sue scuse per quel fatto. “Ha detto che c’era stato un equivoco con quel dvd – aggiunge Taurchini – e ha ripetuto le sue scuse agli agenti, due dei quali, per altro, hanno assistito all’interrogatorio insieme anche al pm Massimiliano Siddi”.
Nelle prossime ore si attende la decisione del gip Francesco Rigato in merito a un alleggerimento della misura detentiva in carcere, richiesto dai suoi legali Taurchini e Taormina. Resta quindi da capire se lo stesso giudice che pochi giorni fa delineava un profilo inquietante di Gianlorenzo, che ne sottolineava la “pericolosità sociale” e la determinazione a ripetere i reati, motivo per cui il carcere era l’unica misura possibile, farà marcia indietro.
Entrambi i suoi legali, sia Carlo Taormina che Franco Taurchini, sono ottimisti. “Il giudice credo abbia apprezzato che Gianlorenzo non si è chiuso nel silenzio – chiosa Taurchini – quindi penso che ci siano buone probabilità che il carcere venga almeno trasformato in arresti domiciliari”.
Francesca Buzzi


