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Soriano nel Cimino – Nella notte tra il 1 e il 2 novembre del 1975 venne assassinato all’idroscalo di Ostia lo scrittore, regista e poeta Pierpaolo Pasolini.
La mattina dopo avrebbe dovuto incontrarsi, con alcuni amici, nella sua residenza viterbese di Chia, nella frazione di Soriano nel Cimino. Era atteso dai diversi amici chiani per passare una domenica in compagnia nel piccolo borgo dove lui era proprietario di una torre medioevale.
Tra questi amici, Desiderio Valli detto Riccardo, e tutta la sua famiglia, abitante proprio a ridosso della chiesetta che si affaccia sulla piazza di Chia, che con lui aveva condiviso tanti momenti particolari: il difficile acquisto del castello fortificato a ridosso del Fosso Castello, le iniziative intraprese a sostegno dell’Università di Viterbo, la messa a dimora di alberi nella frazione, e diversi altri momenti di svago. A Pierpaolo Pasolini, infatti, tra le altre cose, piaceva anche giocare a calcio e spesso si organizzavano partite nei campetti circostanti.
In quegli anni Pasolini era solito ricevere, all’interno della torre di Chia, diversi personaggi del mondo della cultura. Erano momenti in cui era facile incontrare nel piccolo borgo Alberto Moravia, Dacia Maraini, Ninetto Davoli, Maria Callas, Laura Betti, Tonino Delli Colli, Alfredo Bini e tantissimi altri nomi autorevoli del mondo della cultura a livello internazionale.
E proprio nella piccola frazione di Soriano nel Cimino Pasolini girò la scena del battesimo di Giovanni Battista contenuta nel suo film “Vangelo secondo Matteo”.
Un posto che aveva colpito la sensibilità dello scrittore fino al punto da considerarlo il più bello del mondo. Scrisse infatti, tra l’altro: “Ebbene, ti confiderò, prima di lasciarti, che io vorrei essere scrittore di musica, vivere con degli strumenti dentro la torre di Viterbo che non riesco a comprare, nel paesaggio più bello del mondo, dove l’Ariosto sarebbe impazzito di gioia nel vedersi ricreato con tanta innocenza di querce, colli, acque e botri, e lì comporre musica, l’unica azione espressiva forse, alta, e indefinibile come le azioni della realtà”.
Pasolini, nel suo ultimo film “Salò”, ritagliò anche una parte importante a Claudio Troccoli, bravissimo e simpatico “Troccoletto chiano”, che conserva ancora oggi diversi oggetti ricevuti in regalo dal regista.
Dopo tantissimo tempo gli abitanti di Chia ricordano ancora lo scrittore regista e poeta con immutato affetto. Negli anni scorsi, il compianto consigliere comunale sorianese Terzo Camilli, con la giunta di Domenico Tarantino, propose e riuscì a intitolargli il parco di querce intorno alla Torre.
Silvio Cappelli
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