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Vallerano - Il sindaco Maurizio Gregori assicura l'impegno dell'amministrazione dopo la frana

“Presto la messa in sicurezza delle grotte di san Salvatore”

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Il sindaco Maurizio Gregori alla gotta di San Salvatore

Il sindaco Maurizio Gregori alla gotta di San Salvatore

L'interno della grotta di San Salvatore a Vallerano

L’interno della grotta di San Salvatore a Vallerano

L'interno della grotta di San Salvatore a Vallerano

L’interno della grotta di San Salvatore a Vallerano

L'interno della grotta di San Salvatore a Vallerano

L’interno della grotta di San Salvatore a Vallerano

L'interno della grotta di San Salvatore a Vallerano

L’interno della grotta di San Salvatore a Vallerano

Vallerano – Martedì 12 novembre, il nuovo sindaco Maurizio Gregori per la prima volta ha visitato le Grotte del Salvatore accompagnando Federica Cerroni della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici che esercita l’attività di tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio monumentale e paesaggistico nell’ambito del territorio di competenza, come la provincia di Viterbo, era presente anche Fornicoli, presidente del gruppo archeologico Francesco Orioli,  che già segnalò il crollo del 30 giugno nella grotta del San Salvatore, in località Pantaniccio a Vallerano.

Un pesante masso di roccia tufacea si era staccato da una parete per effetto forse dell’escursione termica e aveva bloccato qualsiasi visita al luogo, dichiarato pericoloso per caduta massi.

La grotta del San Salvatore è uno degli insediamenti rupestri a carattere religioso, cenobio benedettino, che sono sorti intorno all’anno mille. L’ultima frana è del 1890 circa, fece staccare le pareti esterne e parte del soffitto e ciò nel tempo ha comportato il degrado del dipinto su muro, sul costone di roccia si trova una rarissima “Comunione degli Apostoli”, così definita dalla professoressa Maria Andaloro, una delle maggiori storiche dell’arte medioevale.

Il sindaco Gregori ha espresso la piena volontà del comune di impegnarsi con tutti i mezzi a disposizione per mettere in sicurezza la rupe, affinché possa essere visitata, diventando un polo culturale di grande importanza. I dipinti del IX secolo sono infatti unici in Europa, costituiscono una delle più belle testimonianze di arte medioevale in stile bizantino dell’Alto Lazio.

Il comune nella seduta del consiglio del 13 novembre ha preso possesso dell’area donata da Primo Rapiti e dei dipinti proprietà della diocesi di Civita Castellana che ne aveva acquisito il possesso dalla vecchia proprietaria.

 


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18 novembre, 2013

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