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Cronaca - L'Ectap traccia le stime di un fenomeno sempre in crescita

Prostituzione minorile, il 75% sono femmine e il 25% maschi

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Scoperto giro di baby squillo

Roma –  E’ allarme prostituzione minorile. La rete è molto fitta, difficile da quantificare e il caso delle baby squillo dei Parioli è solo la punta dell’Iceberg.

A tracciarne le stime l’Ectap, End child prostitution, pornography and trafficking.

Stando alle loro ricerche i minori che si prostituiscono in Italia sono 2500 l’anno. Il 75% è di sesso femminile e il 25% di sesso maschile.

Stando a Save the children tra il 2000 e il 2012 sarebbero stati identificati 1700 bambini vittime di tratta nel nostro Paese.

Di solito quando si pensa alla prostituzione minorile si è spesso convinti che sia un fenomeno che riguardi di più le ragazze, ma è grande anche la rete di prostituzione minorile di ragazzi.

“Sappiamo che a Roma alcuni maschietti sono costretti a prostituirsi a piazza della Repubblica e all’Eur – afferma Carlotta Bellini, responsabile protezione Save the children Italia -. Si tratta soprattutto di piccoli rom con cui è difficile entrare in contatto perché seguiti costantemente dagli sfruttatori”.

“L’Italia per chi gestisce la tratta è soprattutto un paese di transito – dice Yasmin Abo Loha, coordinatrice di Ecpat -. Spesso i piccoli restano qui solo per pochi giorni e poi vengono spostati all’estero. Si tratta di una filiera molto complessa, che non può essere ridotta al semplice rapporto fra minore e cliente, in quasi tutti i casi per il “posizionamento su strada” è necessario un mediatore italiano”.

Oggi sempre più spesso gli adescamenti avvengono online.

In più è sempre più in crescita il fenomeno delle Candy grils, ragazzine tra i 12 e i 17 che si spogliano online scattando foto soft-lesbo o simulando un rapporto con il proprio partner lasciando segni indelebili sul web, segni che potrebbero rovinare loro il futuro.

“Questi minori pensano solo al presente – spiega la coordinatrice Ecpat – e ignorano che anche una sola immagine di questo tipo rimarrà nella rete per sempre e potrà rovinare loro la vita anche dopo anni e anni”.


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27 novembre, 2013

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