Viterbo – (g.f.) – Per una volta i campanilismi sono stati superati. Con un campanile, anche se cammina.
Avere lavorato insieme ad altre realtà, costruendo la rete delle macchine a spalla ha portato a un risultato straordinario per Viterbo. Il cinque dicembre a Baku in Azerbaijan, l’Unesco riconoscerà il trasporto della Macchina di Santa quale patrimonio immateriale dell’umanità.
Si chiude con un risultato pieno, un lavoro durato per più di sei anni.
“Raggiunto – sottolinea il sindaco Leonardo Michelini alla vigilia della partenza per Baku – perché ci siamo messi insieme, facendo massa critica con Nola, Sassari e Palmi, dove esistono tradizioni simili alla nostra.
Questo ci ha consentito d’ottenere il riconoscimento. E’ un esempio anche per l’Italia, pensate se realtà distanti si mettessero insieme per promuovere peculiarità comuni. Uniti si può vincere, basti pensare a Gubbio che dalla rete ha deciso di sfilarsi ed è rimasta a piedi”.
Passa il trasporto della Macchina di santa Rosa e non altre manifestazioni di un certo spessore: “Al carnevale di Venezia – spiega il presidente del Sodalizio Facchini Massimo Mecarini – o al palio di Siena hanno preferito la rete delle grandi macchine a spalla. Il nostro motto, tutti d’un sentimento, ha funzionato”.
L’avvio del progetto risale al lontano 2006, era assessore alla Cultura in comune Chicco Moltoni, per entrare nel vivo dal 2008 in poi.
“Adesso aspettiamo il cinque dicembre – osserva Mecarini – fino a quel momento incrociamo le dita, anche se ritengo come la cerimonia rappresenti solo una ratifica di quanto già stabilito”. Un riconoscimento non alla Macchina, o meglio, non solo: “E’ il trasporto che diventa patrimonio immateriale – continua Mecarini – quindi dentro c’è tutto, dai Facchini al corteo storico, la città e ovviamente la figura centrale di santa Rosa”.
L’assessore alla Cultura Giacomo Barelli è onorato di portare a termine il percorso: “Non iniziato da me – sottolinea Barelli – ma sono lieto da viterbese nel trovarmi a ricoprire il ruolo d’assessore in questa circostanza.
Partiremo il due dicembre per Baku con il sindaco, il presidente Mecarini e altri due rappresentanti del Sodalizio e rientreremo il 6.
L’8 dicembre è in programma un festeggiamento in rete con le altre realtà. Il 10 pensavamo d’organizzare un consiglio comunale aperto.
Il 5 dicembre e il riconoscimento non sono un punti d’arrivo, ma di partenza”.
Nei giorni in cui la delegazione sarà in Azerbaijan arriveranno notizie coi potenti mezzi dell’amministrazione comune, ma sia sul durante, sia sul dopo per ora a palazzo dei Priori non vogliono sbilanciarsi, preferendo aspettare l’ufficializzazione.
La città poteva essere informata meglio su un’iniziativa che non capita tutti i giorni. Rimedieranno poi?
Qualcosa comunque il comune lo ha stabilito e lo ricorda il sindaco in conferenza stampa. Sollecitato.
Con un emendamento al bilancio, stanziati 1500 euro per una trasmissione. “Mi pare – dice il sindaco Michelini rivolgendosi all’assessore Barelli – che sia un’emittente radiofonica, fra ottocento emendamenti c’era pure quello”.
E per fortuna che rispetto agli altri 799 o quasi, presentati dall’opposizione, questo è stato proposto da Oltre le mura ed è stato approvato.
Giuseppe Ferlicca
Tutte le tappe del progetto
E’ atteso a Baku, in Azerbaijan, durante i lavori del comitato Intergovernativo Unesco che si riunirà dal 2 all’8 dicembre prossimo, l’auspicato inserimento nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità delle feste della Rete delle grandi Macchine a spalla italiane che include la Macchina di Santa Rosa di Viterbo, la Varia di Palmi, i Gigli di Nola e i Candelieri di Sassari.
Il progetto fu avviato nel 2005 da Patrizia Nardi, coordinatrice della Rete e responsabile del progetto di candidatura, nella forma dell’interscambio culturale tra le comunità e fu successivamente recepito dalle istituzioni con il Protocollo di Nola.
Dopo diversi anni di condivisione di “buone pratiche” di salvaguardia messe in atto dalle comunità delle feste in sinergia con le amministrazioni comunali che hanno sostenuto molto attivamente il progetto, con i soggetti ministeriali competenti (Mibac, ministero degli Esteri e Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, con l’Iccd-Istituto centrale per il catalogo e la documentazione), con le Soprintendenze ai Beni Storici, artistici ed etnoantropologici regionali e con l’Unpli-Ong accreditata all’Unesco, dal 2010 il percorso definisce la sua “Prospettiva Unesco” che porta nel giro di poco tempo alla proposta di candidatura delle feste della Rete come espressione simbolica e viva della cultura della tradizione mediterranea, sulla base della congruenza delle azioni realizzate con il dettato della Convenzione Unesco 2003 per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale.
La proposta di candidatura della Rete fu validata nel 2011 dall’ufficio patrimonio Unesco del Mibac, che istruì la pratica, competendo con 11 “concorrenti” molto qualificati. Nel 2012 fu quindi indicata dalla commissione nazionale Italiana per l’Unesco alla selezione degli organi internazionali unescani come unica candidatura italiana per il 2013 e prima candidatura tematica del patrimonio intangibile presentata da uno stesso Stato parte.
La proposta italiana si pone e concorre oggi come “modello” per le future candidature Unesco del Patrimonio culturale immateriale. La prossima settimana, una rappresentanza della comunità della Rete parteciperà insieme alla coordinatrice e alla delegazione ufficiale del Ministero degli Esteri ai lavori dell’Ottava Commissione Intergovernativa Unesco, durante i quali è atteso il riconoscimento.
Da Viterbo parteciperanno – insieme alle delegazioni delle comunità di Palmi, Nola e Sassari – il sindaco Leonardo Michelini e l’assessore alla Cultura Giacomo Barelli, il presidente del Sodalizio Facchini di Santa Rosa Massimo Mecarini e altri due rappresentanti del Sodalizio.
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