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L'irriverente - Dubbi sulla realizzazione dell'infrastruttura

Trasversale, chi ha capito?

di Renzo Trappolini
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Renzo Trappolini

Renzo Trappolini 

Viterbo – Tra i primi atti da sindaco dell’imprenditore Leonardo Michelini – viterbese d’adozione come il presidente della provincia – ci fu, a inizio luglio, una visita al ministro delle infrastrutture Lupi, insieme ai deputati Fioroni e Mazzoli, per chiedere “rassicurazioni sul completamento della Trasversale”.

Lupi, tanto per far capire di aver capito, annunciò un imminente sopralluogo a Civitavecchia, per poi mettere “intorno a un tavolo tutti i soggetti interessati”.

Due mesi dopo, di fronte alla macchina di santa Rosa (e occasione più solenne e sacra di impegno e parola i viterbesi non ne hanno), l’assessore Alvaro Ricci rinnovò la richiesta al presidente del consiglio e, come raccontano le cronache, “Letta annuì e Fioroni, rivolto al presidente della Regione Lazio, rincarò: Capito Zingaretti?!

Insomma, un “capito” generale. Neanche ci fossero i Gatti di vicolo dei Miracoli a cantare “Voglio l’erba, voglio…” e Jerry Calà col tormentone: “Capitooo?!”

In questi giorni, si scopre invece che il Cipe, cioè il governo, non ha capito (“deficienza”, come diceva papa Wojtyla, in chi parlava o in chi ascoltava?), perché i lavori per il tratto del cosiddetto corridoio europeo 5, che dovrebbe congiungere Adriatico e Tirreno da Mestre a Civitavecchia, sono previsti solo fino a Orte.

Degli ultimi 18 chilometri di Trasversale ( e non sono davvero tanti, calcolando da dove inizia e termina l’intera tratta), infatti, non si è potuto capire molto e vien nostalgia di quando Di Pietro ai lavori pubblici e Marrazzo alla Regione capirono e agirono. Anche se, poi, tutto si fermò (perché?).

Ora, il sindaco di Civitavecchia, Pietro Tidei – che ebbe lo stesso incarico in passato lì e pure a Santa Marinella; ex parlamentare; Pci, Pds, Ds e Pd di lunghissimi corso e schiatta (sua figlia ne ha preso il seggio alla camera), nonché al vertice di aziende pubbliche nel settore dei trasporti: quindi, uno che certamente sa capire – ha subito rintuzzato il governo, cominciando col dire che la promessa di “assegnare a un altro iter” quei pochi chilometri da Monteromano al mare “non fuga i timori”. Cioè, lui non si fida.

Meno male e meglio ancora se Viterbo lavorerà insieme. Magari riprendendo quell’antica e irrisolta “vertenza Alto Lazio” anche con gli atti propri, tutti, delle vertenze. Per far capire davvero e finalmente.

Renzo Trappolini


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13 novembre, 2013

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