Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Il vero problema è che non si deve parlare della latitanza di Bernardo Provenzano, il capo della mafia arrestato nel 2006 dopo 40 anni di clandestinità”. A dichiararlo è Massimo Ciancimino, intervistato da Daniele Camilli per Radiocoop76, la web radio di Confcooperative Viterbo.
Due gli argomenti trattati nell’intervista: la presenza delle organizzazioni criminali nella Tuscia e il caso Attilio Manca, l’urologo dell’ospedale Belcolle – originario di Barcellona Pozzo di Gotto in provincia di Messina – trovato morto a Viterbo il 12 febbraio 2004.
La trasmissione andrà in onda domani mattina (13 dicembre) alle ore 11 su Radiocoop76 www.radiocoop76.it e in replica domenica. Sarà poi disponibile sul canale You Tube e la pagina facebook della Radio.
“Trattare – ha sottolineato Ciancimino riferendosi alla cosiddetta “trattativa Stato-mafia” – vuol dire arrendersi. La mafia si vince, con lei non si tratta”. Trattando, secondo Ciancimino, “lo Stato ha alzato bandiera bianca”.
“Massimo Ciancimino, figlio di Vito – ex sindaco di Palermo morto nel novembre del 2002 dopo essere stato condannato nel 1992 per associazione mafiosa e corruzione – è un testimone di giustizia con un ruolo importante nel panorama delle indagini sulla stagione stragista condotta da Cosa Nostra tra il 1992 e il 1993 “Tutto il Lazio è stato penetrato dalla mafia”, ha poi aggiunto Ciancimino che ha parlato infine degli incontri avvenuti a Roma tra il padre e Provenzano, così come delle ultime elezioni politiche svoltesi nel febbraio del 2013.
Confcooperative Viterbo
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