Viterbo – (g.f.) – A Viterbo, in fatto di teatri e cinema è un pianto.
Anche Marco Muller, direttore artistico del Festival internazionale del cinema di Roma, lo sa. In conferenza a palazzo di Priori per presentare l’appuntamento del 14 dicembre al Genio con il festival, da cittadino della Tuscia conosce pure i punti deboli: “Sono consapevole che le sale del cinema a Viterbo mancano – osserva Muller – così come aspetto che riapra il teatro Unione.
Da trent’anni ho deciso di diventare cittadino della Tuscia perché credo nell’eccezionalità di questo territorio, adatto a progetti che possono avere la loro giusta dimensione”.
L’appuntamento del 14 va in questa direzione. Voluto dal Tuscia Film Fest, vedrà la presentazione di alcune opere che arrivano direttamente dall’ultima edizione del Festival dei cinema di Roma, precedute alle 17 dall’illustrazione delle opere d’ammodernamento che interessano il Genio, di proprietà comunale.
“I gestori – spiega Mauro Morucci, direttore Tff – intendono digitalizzare la sala, rifare l’impianto di riscaldamento, mentre sarà difficile recuperare il palco per utilizzarlo come teatro, i costi sono enormi”.
Alle 18, proiezione del documentario Fuoristrada di Elisa Moruso, con ingresso gratuito. Dopo un apericena, alle 21, ingresso 4 euro, la proiezione sempre in anteprima del film Il venditore di medicine, presentato fuori concorso al festival 2013.
Al termine il regista Antonio Morabito e parte del cast incontreranno il pubblico. L’iniziativa sarà replicata a gennaio e allargherà i suoi orizzonti, spostandosi anche a Civitavecchia e Tolfa.
“E’ questo un modo costruttivo d’utilizzare il rapporto con Roma – spiega l’assessore Giacomo Barelli – grazie al Tuscia Film Fest. Queste iniziative sono anche una speranza di cambiamento per la nostra città, d’avere strutture funzionanti, essendoci interesse”.
Mentre il suo collega Antonio Delli Iaconi punta ancora più in alto: “L’interessamento di Muller per il nostro territorio – osserva Delli Iaconi – essendo lui un grande promotore d’iniziative culturali di livello, potrebbe portare a pensare a una sua iniziativa che possa trovare sede a Viterbo o in provincia.
Questa amministrazione sarebbe estremamente felice di poter collaborare in modo proficuo per renderla possibile”.
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