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Viterbo - Così Miranda Perinelli (Cgil) che chiede un cambio di passo alla Regione

“Aumento dell’Irpef, un segno di continuità con il passato”

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Miranda Perinelli

Miranda Perinelli

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La notizia che la Regione Lazio ha aumentato la tassazione dell’Irpef dello 0,6% arrivando quindi complessivamente al 2,3% la Regione più tassata d’Italia è il segno della continuità con le precedenti giunte, è una costante di ogni amministrazione pubblica e di qualsiasi colore politico, a pagare sono sempre i più poveri, parola che non capisce, non recepisce chi ne è molto distante, vivendo un’altra condizione economica.

Altro danno e costi a carico dei lavoratori dipendenti e dei pensionati del Lazio i più tartassati in Italia che gli costerà altri 120 euro all’anno (stipendio di 25 mila Eu), a ben vedere mi sembra che questa giunta regionale punti molto sull’effetto mediatico piuttosto che sui fatti. Salvo i buoni propositi in campagna elettorale.

Le scelte politiche del rigore e delle maggiori tassazioni hanno fallito, non producono risultati, anzi diminuiscono il potere d’acquisto.

Non vediamo risultati concreti per il lavoro, unico intervento utile a rimettere in moto l’economia.

Le scelte di questa giunta regionale e del suo presidente, sono altre, come il finanziamento dell’Università la Sapienza o i posti letto del celio (ospedale militare) che ricevono già finanziamenti dai rispettivi ministeri.

Non è difficile neanche immaginare che subirà le conseguenze anche la sanità del Lazio, e in particolare delle province esterne che sono state spogliate e mortificate per diminuzione di posti letto, per chiusura strutture ospedaliere e dei pronto soccorso. Intanto restiamo in attesa che prenda corpo quello che più volte è stata annunciata, cioè la sanità sul territorio incrementando i servizi di prossimità con integrazione socio sanitaria.

Diciamo alla Regione che serve un cambio di passo, quello che avevano promesso, ed è quello che non stanno facendo.

Miranda Perinelli
Segretario generale Cgil Viterbo

 

 


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30 dicembre, 2013

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