Soriano nel Cimino – Riceviamo e pubblichiamo – Il circolo di Sinistra, Ecologia e Libertà di Soriano nel Cimino ritorna in questa sede sulla questione del collegamento fra S. Eutizio e la Superstrada Orte-Viterbo-Civitavecchia (la c.d. via del Muraccio) non tanto per ribadire la sua assoluta opposizione al progetto, già espressa in più occasioni, quanto per portare all’attenzione dei cittadini alcuni punti essenziali, che si collocano a monte di questa nostra presa di posizione.
DI COSA PARLIAMO? Parliamo del progetto di realizzare un tronco stradale attraverso boschi e noccioleti nel comprensorio di S. Eutizio, frazione di Soriano, il quale, partendo dalla provinciale Sant’Eutiziese giunga a raccordarsi, mediante svincolo, con la Orte-Civitavecchia. Lo svincolo sarebbe il terzo realizzato su quest’ultima arteria nello spazio di poco più di tre chilometri. La lunghezza richiesta per coprire la distanza è di 6,5 Km per una larghezza media del manufatto stradale di 23 m; questo comporta, solo per l’asse viario principale, una copertura di asfalto e cemento che eccede i 13 ettari.
I COSTI. La copertura finanziaria è costituita da 11 milioni di euro, parte frutto di stanziamenti regionali, parte del CIPE. Una cifra di grande consistenza indubbiamente, ma a quanto pare non sufficiente, se già nel 2011 si considerava che il fabbisogno per l’opera completa fosse salito a 16,5 milioni di euro.
LA COMUNICAZIONE. L’opera viene sistematicamente presentata al pubblico, sia in circostanze ufficiali che informali, quale “ ammodernamento di una viabilità preesistente”. Ma si può considerare “ammodernamento” la trasformazione di una stradina sterrata di 4 m di larghezza in una superstrada di più di 20 metri di sezione? O è solo un escamotage per evitare di sottostare alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale?
A CHI SERVE. Questa strada è stata pianificata più di quindici anni fa, quando si immaginava il viterbese come una costellazione di aree produttive da collegare nel modo più veloce possibile. La storia economica di gran parte della nostra provincia ha preso un’altra direzione, le aree industriali immaginate non sono sorte se non in minima parte, e anche quelle esistenti hanno oggi i capannoni desolatamente vuoti. Questa strada serve solo per far risparmiare una manciata di minuti a chi, venendo da Canepina o da Vignanello, vuole accedere alla summenzionata Orte-Civitavecchia.
COSA NON DICONO. I sostenitori di quest’opera non dicono, ad esempio, che realizzare un tracciato stradale non è come srotolare un grande tappeto. C’è bisogno di strade e manufatti di servizio durante i lavori, e poi di complanari per l’accesso ai casolari dei residenti in zona (niente incroci a raso, ovviamente, è una superstrada costeggiata da guard rail ininterrotti); in altre parole non dicono che è inevitabile la compromissione delle attività agricole e l’alterazione irreversibile degli ambienti naturali presenti. Passano sotto silenzio anche il fatto che nella zona è prevista la realizzazione di un’area naturalistica e che la stessa è costellata di vestigia archeologiche quali la torre di S. Maria di Luco.
A margine di quest’ultimo punto vorremmo esprimere un’ultima considerazione. Il sindaco di Soriano nel Cimino ha assunto una posizione coraggiosa di intransigente opposizione alla realizzazione della strada. Vorremmo assumesse una altrettanto coraggiosa e intelligente posizione a favore della realizzazione dell’area protetta, mettendo in grado la Regione di ultimare l’iter istitutivo. Con nostro grande rammarico fin’ora non l’ ha fatto.
Il Circolo Sel “ V. Arrigoni” Soriano nel Cimino
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