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Viterbo - Lettere - Così si sarebbe sentito rispondere un pendolare in seguito a un guasto di un treno

“Embè che devo fa? E’ rotto!”

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Un treno

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Gentile redazione,

per mia formazione culturale e morale sono tendenzialmente dalla parte di chi lavora e cerco sempre di mettermi nei panni dell’altro. Ieri mattina no.

Lavoro a Roma e per pochi secondi ieri mattina ho perso il treno interregionale delle 8,01 per Roma Termini, partito in perfetto orario. Il successivo treno Intercity da Perugia delle 8,16 ieri era stato soppresso. Viaggio da 12 anni e da 12 anni pago regolarmente l’abbonamento a Trenitalia che fornisce un servizio sempre più al limite della decenza.

C’era un tempo in cui in casi analoghi per garantire il servizio ai pendolari che comunque hanno acquistato un abbonamento Trenitalia o un biglietto il personale della stazione di turno comunicava agli altoparlanti: “Si avvisano i signori viaggiatori che il treno xyz oggi è soppresso, è stato attivato il servizio sostitutivo…” oppure “…il treno regionale abc solo per la giornata di oggi maturerà in partenza circa 10 minuti di ritardo per garantire il servizio ai viaggiatori che avrebbero dovuto prendere il treno XYZ, oggi soppresso per un guasto”. Bastava la normale diligenza del buon padre di famiglia.

Ecco oggi invece funziona che se rappresenti queste semplici esigenze al personale che ieri mattina poggiava comodamente il sedere sulla sedia alla biglietteria di Orte e che avrebbe potuto attivarsi per tempo qualche minuto prima per garantire il raggiungimento a Roma via treno di pendolari e viaggiatori che avrebbero preso l’IC 531 da Perugia facendo ritardare di 10 minuti per una volta grazie a una buona ragione (e non a causa di disservizi continui dovuti a scambi o Eurostar e/o cattiva manutenzione) lorsignori rispondano testualmente: “Embè che devo fa? E’ rotto!”.

Tale personale senza alcuna cultura di servizio, è a mio giudizio indegno di portare una divisa e senza alcun buon motivo porta a casa lo stipendio pagato anche grazie ai biglietti e agli abbonamenti che fanno i malcapitati e maltrattati viaggiatori.

Bene siffatta umanità meriterebbe di andare a lavorare (questa volta davvero lavorerebbero con solerzia e impegno) ai mercati generali alle 4 del mattino e non dietro una comoda postazione dalla quale si limitano ad esigere soldi per abbonamenti e biglietti e a trattare con indolenza e con fare menefreghista chi di tasca sua (attraverso abbonamenti e biglietti) gli paga stipendio tredicesima e straordinari.

Stefano Gavini
Bassano in Teverina (Vt)


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21 dicembre, 2013

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