Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Era il mese di aprile, e a seguito del nostro intervento il malaugurato project financing per il cimitero di Grotte Santo Stefano, che in effetti letto fra le righe includeva la gestione da parte di privati di tutti i servizi di tutti i cimiteri incluso quello del capoluogo, venne bloccato grazie all’intervento e all’interessamento della minoranza e delle interrogazioni provenienti da più parti riguardanti la convenienza e correttezza dell’operazione.
Oggi apprendiamo che quella che era l’opposizione ha riproposto il progetto riveduto e corretto e la sostanza rimane sempre quella, forse peggio.
Un project, pubblicato sul sito del Comune, che dietro la facciata riguardante Grotte Santo Stefano coinvolge la privatizzazione totale dei cimiteri di Viterbo e frazioni per 25 anni, con diritto di prelazione da parte dell’azienda proponente il project stesso che attualmente già gestisce il servizi cimiteriali del comune.
Francamente ci pare non credibile che l’amministrazione comunale faccia passare per buona l’ipotesi che per la costruzione di alcune strutture nell’ampliamento del cimitero della frazione di Grotte Santo Stefano si debba poi cedere l’intera quantità dei servizi,come cremazioni, luci votive, lavori cimiteriali e dei sostanziosi proventi derivati, solo perchè un privato si offra di accollarsi l’onere delle opere edilizie, così come ci pare inconcepibile il non aver invece proposto un bando che coinvolga le aziende locali riguardanti la costruzione, dei loculi necessari, di Grotte Santo Stefano ma anche ad esempio di San Martino, in cambio dei proventi provenienti dalla vendita degli stessi, praticamente una operazione a costo zero per l’amministrazione.
Caro sindaco,noi ricordiamo che in sede di campagna elettorale parlava delle privatizzazioni come un male da combattere, dei servizi ceduti come un bene del quale rientrare in possesso come un buon padre di famiglia farebbe con i suoi figli.
Cosa è successo? Per quale motivo intende privarsi di un bene così delicato ed economicamente proficuo?
Per quale motivo inoltre questo bando è stato pubblicato il 29 novembre quando la sua decorrenza è al primo luglio 2017?
Alla luce di tutti questi fatti chiediamo a tutti i consiglieri che hanno attivamente partecipato alla racccolta firme contro la privatizzazione, a coloro che hanno proposto interrogazioni e sostenuto la nostra azione di farsi parte attive per fermare questa operazione e al sindaco Michelini di ritirare immediatamente questo bando che ben poca ha da dare e molto da togliere ai cittadini viterbesi.
Stefano Bianchi
per il Comitato città di Viterbo
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