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Cronaca - Una delegazione il 5 dicembre scorso ha portato portando solidarietà ai lavoratori dell’Amt

I dipendenti della Francigena tpl a Genova

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Dipendenti Azienda Francigena tpl

Dipendenti Azienda Francigena tpl

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Una delegazione di dipendenti, il 5 dicembre scorso è partita per Genova, portando ai lavoratori dell’Amt Genova la solidarietà di quasi tutti i lavoratori della Francigena, per la lotta che hanno sostenuto per i propri diritti.

A Genova cinque giorni di sciopero, con il blocco totale del servizio pubblico, un solo astenuto. Una lotta che hanno sostenuto rispondendone personalmente con multe amministrative salate, unica arma in possesso di chi non solo non ha le capacità politica organizzativa, ma costa moltissimo ai contribuenti, senza produrre nulla.

Altri Tpl d’Italia hanno partecipato alla solidarietà in modi differenti, questo perché l’Italia si sta svegliando, contro chi ha solo in progetto di approfittare economicamente degli italiani e di non fare vera politica.

Abbiamo fatto una colletta, 65 lavoratori su 72 hanno partecipato, con la partecipazione dei rappresentanti provinciali delle sigle sindacali. Abbiamo portato dei prodotti locali, siamo stati accolti come fratelli e abbiamo condiviso le problematiche delle nostre aziende.

I loro autobus vecchi equivalgono a quelli che noi chiamiamo nuovi. Ci fanno sapere che basta preparare un progetto di servizio urbano, un piano di ristrutturazione del trasporto pubblico locale, centro storico, scuole, università, ospedale e lavoratori pendolari che l’Europa ci passi dei mezzi di nuova costruzione, con bassissime emissioni inquinanti.

Noi invece lavoriamo con mezzi obsoleti, che si rompono in continuazione, che facciamo riparare e riverniciare sperperando denaro su dei bus che dovrebbero essere rottamati. Qui a Viterbo si fanno dei lunghi letarghi e non riusciamo ad avere un amministratore unico, figuriamoci autobus nuovi e chi ne fa le spese sono i cittadini e gli autisti.


 

Di seguito viene riportato il testo dell’accordo dell’AMT Genova, semmai servisse per svegliare qualcuno.

Il testo dell’accordo – L’accordo prevede, in primo luogo, che l’Amt rimanga pubblica. La Regione si impegna a finanziare l’acquisto in tempi brevi di 15 nuovi mezzi attraverso una riprogrammazione di risorse già impegnate e, nel quadriennio 2014-2017, di altre 200 vetture, con finanziamenti da fondi europei e nazionali.

Chiedendo poi, ai lavoratori di Genova, dettagli sugli integrativi, ci viene risposto che, i loro sono vecchi, risalgono al 2008. A questo punto, sapendo che i nostri risalgono al 1996 e riconfermati nel 2000 ci viene da ridere.

Il servizio pubblico è molto importante per una città, deve essere il fiore all’occhiello di ogni comune perché trasporta persone di qualsiasi ceto sociale e di qualsiasi età. Non ultimo il problema che si pone, per anziani e disabili, nell’affrontare salita e discesa dai mezzi, spesso anche ostacolati da auto in sosta sulle fermate, persino quelle dello scuolabus per i bambini.

Non siamo tutelati nelle fermate e rischiamo ogni volta che qualcuno si faccia seriamente male.

Ci sentiamo abbandonati quasi del tutto e attendiamo che ci venga rimborsato il contributo regionale riconosciutoci dalla regione dal 2004 e non erogato dal Comune stesso dal 2008.

Contributo regionale che ci spedisce ogni anno la regione come da decreto del 2004 e come da lettera dal dipartimento del territorio direzione regionale trasporti, che, indica il pagamento della suddetta integrazione salariale di circa 306,00 euro annui, con priorità per i lavoratori.

Dal 2008 arrivano i nostri soldi dalla regione senza più capitolato, arrivano e basta e il comune ne ha fatto tesoro trattenendosi i nostri soldi.

Chiediamo quindi a questa nuova amministrazione comunale, sia per il nostro rispetto, che quello della nostra popolazione Viterbese, che, intervenga sui problemi createsi negli anni precedenti, per una sana collaborazione ed ottimizzazione del trasporto pubblico urbano.

Rsu Urbani Guido, Silvestri Massimiliano, Cerocchi Renato, Vecchioni Nazzareno, RSA Celestini Giovanni


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10 dicembre, 2013

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