Viterbo – Premesso che sono un socio della Fondazione Caffeina, estimatore ed amico di alcuni dei suoi animatori, che ritengo Caffeina una manifestazione di valore per Viterbo e che sarebbe una perdita una sua minore presenza in città, devo però dire che trovo alquanto singolari alcune affermazioni e alcuni fatti di questi giorni.
In primo luogo trovo del tutto priva di fondamento, come ha già osservato Andrea Scaramuccia, l’affermazione del presidente di Caffeina secondo cui l’assessore “dispone dei soldi come meglio crede”. Immagino che il dott. Pepponi non sia molto addentro alle questioni amministrative, ma forse è il caso di chiarire che l’assessore, in sé e per sé, non è neanche un organo dell’amministrazione comunale, essendo solamente il componente di un organo collegiale, ossia la giunta, cui spetta tutta la competenza “residuale” degli organi di governo. “Residuale” significa “tutto ciò che non spetta agli altri”, ossia sindaco e consiglio, quantitativamente, dunque, la maggiorparte delle competenze. Ma esse spettano alla giunta, non agli assessori, ed in ogni caso si tratta di competenze di governo, ossia di impulso, di indirizzo e di controllo, spettando invece la gestione interamente ed unicamente alla responsabilità dei dirigenti.
Per questo motivo il consiglio approva il bilancio, sulla base del quale la giunta approva il Piano esecutivo di gestione (Peg) e, con esso, assegna obiettivi e risorse finanziarie, umane e strumentali ai dirigenti, che divengono i responsabili del conseguimento dei risultati.
Il parlamento, su input del ministro Brunetta, dal 2009 ha introdotto il concetto di “ciclo della performance”, che è orientato a misurare e valutare l’efficienza intrinseca e l’efficacia estrinseca della azione amministrativa, ossia quanto, nella legittimità del suo esplicarsi, sia in grado di conseguire risultati di economicità e di avere un impatto favorevole e misurabile sulla comunità amministrata.
Gli organi di governo disegnano gli obiettivi strategici e il quadro operativo, sulla base dei quali rispondono ai propri elettori, ma il conseguimento degli obiettivi gestionali non attiene a loro. La valutazione è il momento in cui l’organizzazione riflette su sé stessa, su cosa sta facendo, su come l’ha fatto, su quanto abbia rispettato la programmazione, su come possa correggere la propria azione: solo in ultima istanza serve a dare la pagellina e a pagare il salario accessorio a dirigenti e dipendenti.
Di tutto ciò, sinceramente, non vedo traccia e senza tutto ciò l’idea che prevalgano le amicizie e i pressappochismi si fa strada del tutto legittimamente. E’ vero che quest’anno il bilancio è stato approvato a chiusura dell’esercizio finanziario, ma c’è evidentemente una prassi amministrativa del tutto inappropriata nel comune di Viterbo, nella quale non si può perseverare. Non spetta alla buona volontà di consiglieri in buonissima fede fare i conti con tempi in scadenza e finanziamenti da spendere: ad essi spetta sorvegliare se la giunta e gli uffici rispettano la programmazione e le scadenze, spetta fornire stimoli ed esercitare controlli.
In questi giorni di polemiche sul festival delle luci e sul convegno sullo sport, io ho provato a parlare con un po’ di persone, tra cui un assessore, un consigliere ed un responsabile di partito, della questione della cacca dei cani, ma mi è stato detto che c’erano fattori di interesse molto più rilevanti, come, appunto le luci e i convegni, gli assessori alla cultura e il conflitto di interessi.
Bene, nel frattempo, però, spariti i cassonetti della raccolta indifferenziata, centinaia di proprietari di cani si trovano a vagare con gli escrementi dei loro cani appena raccolti, senza sapere dove poterli depositare: solo nel giardino del comune è stato approntato un apposto contenitore.
Capisco possa apparire un fatto marginale, anche un po’ puzzolente, ma riguarda l’igiene urbana e l’amore per gli animali. E’ evidente che i proprietari di cani siano indotti a lasciare le deiezioni dove i loro amati le hanno depositate. Mi dicono che i più responsabili le raccolgano prima in busta, ma poi le lascino comunque lì.
Mi chiedo come sia possibile risolvere il problema della cacca dei cani. Su questo vorrei capire con quale economicità (efficienza intrinseca) e con quale impatto sulla città (efficacia estrinseca), sia possibile farlo, insomma farlo diventare un metro per misurare il relativo ciclo della performance.
Le deiezioni canine possono apparire un fatto lontano dalla cultura, ma politicamente non lo sono.
Casualmente infatti la consigliera delegata al benessere degli animali è del gruppo Viva Viterbo, Maria Rita De Alexandris, esponente della non maggioranza e della non minoranza (né carne né pesce) della stessa formazione dell’assessore Barelli.
Ma, mi chiedo a questo punto, come è possibile che un gruppo politico che non faccia parte della maggioranza (quindi, si presume, non assuma la responsabilità di governo della città), secondo quanto afferma il suo leader, possa vantare il presidente del consiglio, un assessore e un consigliere delegato?
Tutto questo mi rimanda ad un bel libro di qualche anno fa, nel quale si accostavano termini fra loro apparentemente molto lontani, ma che trovavano il loro senso nell’approccio alla realtà che il protagonista proponeva: “Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta”. Forse una buona lettura per il sindaco Michelini e la sua fibrillante maggioranza.
Valerio De Nardo
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