Viterbo – (m.l.r.) – L’imu? Come un rompicapo. Fa venire il malditesta anche agli esperti di calcolo.
Quando pagare, chi deve pagare, su cosa pagare? E soprattutto quanto pagare?
Domande che in questi giorni stanno affollando la mente di molti viterbesi e della maggioranza dei commercialisti ed esperti contabili. Proprio ieri tuonavano: “L’abitudine del nostro legislatore a navigare a vista e a promulgare norme e regolamenti oggi per domani, oltre a causare l’impossibilità per la categoria a lavorare serenamente fornendo il servizio che la collettività merita e pretende, produce inevitabili gravi disagi ai contribuenti che vedono per l’ennesima volta i propri diritti calpestati”.
Ma qual è la situazione?
Di certo c’è che l’Imu scade lunedì 16 dicembre, entro questa vada vanno fatti i conti e sborsati i contanti. Gli immobili sottoposti alla tassa sono: le seconde case, i negozi, gli alberghi,i capannoni, am anche le prime case se sono storiche o di lusso. Insomma dipende dalla casa in questione. E soprattutto dalla rendita catastale, è questo il dato chiave per calcolare quanto sborsare.
E se l’immobile è il primo scoglio da affrontare, non è semplice nemmeno capire quanto dare. Tutto dipende se il Comune di residenza tra il 2012 e il 2013 ha alzato l’aliquota e di quanto, standard è al 7,6 per mille. In Italia sono “solamente” 5.013 gli enti che hanno deciso di alzare il tetto della tassa per far entrare liquidità nelle casse dell’amministrazione.
A Viterbo l’aliquota è al 9,2 per mille. Alta ma non altissima. Il tetto massimo è al 10.6 per mille. In Italia sono 877 i Comuni ad aver aperto al massimo i rubinetti, mentre solamente 153 hanno tentato di abbassarla oltre la soglia minima.
Il capoluogo della Tuscia è nella fascia medio alta, a fare compagnia a Viterbo ci sono infatti altri 1885 comuni con aliquota tra il 9 e 9,99 per mille.
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