Viterbo – Bandiere rosse all’orizzonte? Un pericolo da scongiurare.
A Viterbo la falce e il martello non passeranno e i fioroniani sono pronti a sbarrare la strada a un’orda di mangiapreti che starebbero in procinto di colonizzare il Partito democratico. Circostanza quest’ultima particolarmente grave, in un periodo in cui le vocazioni scarseggiano.
Ecco perché in settanta nella Tuscia hanno sottoscritto il documento “Il Pd non torni indietro”. Dove indietro va letto come: a sinistra.
I Popolari lanciano l’appello ai tre candidati alle primarie, Cuperlo, Renzi e Civati, affinché non spostino il baricentro democratico e non diano seguito all’adesione al PPartito socialista europeo.
“Non vogliamo – dice Tiziana Lagrimino – che il Pd sia trasformato in un partito di sinistra. Noi nasciamo di centrosinistra e ci stiamo impegnando perché lo spostamento non avvenga, così come non vogliamo aderire al Partito socialista europeo.
Se dovessero accedere queste circostanze, ci sarebbe una seria difficoltà da parte di alcuni inquilini nel sentirsi a casa propria. Ci auguriamo che i candidati alla segreteria recepiscano”.
Tanto per non correre il pericolo di rimanere inascoltati, domani l’iniziativa sarà replicata a Roma, su scala nazionale.
Non vogliono svoltare a sinistra, tuttavia i Popolari continuano a mantenere il loro appoggio a Cuperlo, uno dei tre candidati alle primarie, che però al Pse strizza l’occhio. “Lo sosterremo – precisa Lagrimino – certo ci può essere qualche caso di coscienza tra noi, qualcuno che farà scelte diverse, ma come è sempre accaduto. E’ normale.
Gli impegni li manteniamo, anche se siamo in forte dissenso con la mozione Cuperlo a Viterbo, che si è spostata un po’ troppo a sinistra”.
Quindi i fioroniani assicurano: non faranno mancare l’appoggio al loro candidato, diversamente dalle voci che circolano e che li vedrebbero in libera uscita. Pure il presidente del partito Aldo Fabbrini assicura che il gruppo è compatto e possibili uscite di Fioroni e i suoi al momento non sono all’ordine del giorno. Al momento.
“Non sappiamo le voci da dove siano partite – precisa Pierluigi Bianchi – ma questa è la linea e speriamo che la nostra generosità politica sia riconosciuta e ricambiata.
Noi non vogliamo uscire dal Pd, portiamo avanti quella che è da sempre la linea del partito. Diversamente da qualcuno che è interessato a modificarlo geneticamente”.
Coerenti con gli impegni presi: “Faremo il nostro lavoro – osserva Luisa Ciambella – siamo sempre stati precisi e coerenti”.
Passate le primarie, poi: “Tutto dipenderà – replica Lagrimino – da come il vincitore recepirà l’appello”.
Si vedrà, ma vista la storia del Pd, paventare il rischio che ci sia uno spostamento a sinistra, è da segnalazione per procurato allarme.
Giuseppe Ferlicca
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