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Viterbo – “Non abbiamo colpito nessuno”.
Negano tutto i due trentenni agli arresti domiciliari per tentato omicidio e lesioni dolose.
Ieri mattina, davanti al gip Salvatore Fanti, hanno detto di non essere stati loro a sferrare una bottigliata alla testa a un ragazzo finito a Belcolle in prognosi riservata.
Era la sera del 23 marzo. Il fatto sarebbe avvenuto fuori da un bar del quartiere Pilastro. Oltre al giovane, arrivato in ospedale con una gravissima ferita alla testa, era stato colpito anche un altro ragazzo, che riportò un trauma cranico.
I presunti aggressori sono stati identificati dopo mesi di indagini in A.X.R.G., peruviano 32enne e l’amico E.G., di due anni più piccolo. Entrambi sono due vecchie conoscenze delle forze dell’ordine, ma ieri, all’interrogatorio di garanzia, si sono dichiarati estranei ai fatti.
I loro avvocati, a giorni, presenteranno istanza di revoca degli arresti domiciliari.
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