Viterbo – Ma non sarà tempo di fare chiarezza? Caro sindaco Michelini, non crede sia arrivato il momento di mettere uno stop a chi sta riducendo la sua amministrazione a una barzelletta. E questo a voler essere magnanimi?
Nella sua stessa maggioranza non c’è chi non veda il continuo imbarazzo in cui viene messa la sua amministrazione dagli esponenti di Viva Viterbo.
Ogni iniziativa si trasforma in un danno per la città. Il cosiddetto festival delle luci non è che l’ultimo esempio. E per fortuna che nessuno in Italia si è accorto dell’iniziativa, altrimenti perderemmo anche quei pochi turisti che vengono a Viterbo per le sue bellezze medievali e non certo per visitare una discoteca per bambini.
Ora non si possono non fare alcune domande:
Perché il sindaco non difende la città da questa barbarie?
Ormai appare chiaro il provincialismo e la goffaggine in cui si è impantanato il settore cultura del comune e allora perché non cambiare e sostituire chi ci ha portato a questo punto?
Glielo chiedono più o meno almeno due partiti della sua maggioranza e buona parte dei suoi consiglieri. E allora cosa sta aspettando?
Qualche uccellino dice che anche il buon Fioroni si sia scocciato di come stanno andando le cose, tanto da chiedere che si chiuda questa strampalata vicenda fatta di dilettantismo, approssimazione amministrativa e provincialismo culturale. Le risulta?
Dall’inizio della sua amministrazione si parla del famoso accordo con Viva Viterbo raggiunto, prima del ballottaggio, nella sede di una azienda viterbese. Qualcuno parla addirittura di un accordo scritto. Anche qui non ci si può esimere da qualche domanda.
L’accordo scritto, il contratto, esiste? Ma al di là dell’esistenza o meno dell’accordo scritto, per amore di trasparenza può spiegare ai viterbesi in cosa consista? Quali sono i patti raggiunti per avere l’appoggio di Viva Viterbo?
Andiamo per tentativi. Nell’accordo rientra la presidenza del consiglio e l’assessorato alla cultura? Rientra un interessamento per una legge regionale che dovrebbe riguardare la manifestazione Caffeina? Insomma, cosa c’è nell’accordo politico tra lei e Viva Viterbo?
L’impressione è che il settore cultura al comune di Viterbo sia gestito in modo autonomo dalla giunta, dal consiglio e da lei stesso. Non le sembra un po’ anomalo? Sembra di trovarsi di fronte a una specie di subappalto fuori da ogni controllo.
Patti in politica si possono fare, ci mancherebbe. Si possono fare anche patti scritti, lo fecero i radicali con Berlusconi, ricorda? Ma vanno resi pubblici. Vanno resi trasparenti.
Come direbbe Totò: ogni limite ha la sua pazienza. E’ ora di fare chiarezza e capire se lei può o meno mandare a casa un suo assessore. O se il famoso accordo politico in qualche modo glielo impedisca.
Insomma, noi vorremmo sapere… per andare dove dobbiamo andare… per dove dobbiamo andare? Sa, è una semplice informazione…
Miyamoto Musashi
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