Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo la lettera dei sindacati al prefetto di Viterbo, al presidente la giunta regionale del Lazio, al sindaco di Viterbo, al direttore generale della Asl, al presidente del cda del San Raffaele, al presidente del cda del Gruppo Rori, al questore di Viterbo – Le scriventi federazioni provinciali delle organizzazioni sindacali, Cgil Fp, Uil Fpl, Confael, Fials, Confail, rappresentative dei lavoratori dei comparti della sanità (pubblica, convenzionata e privata), sono a denunciare per l’ennesima volta la situazione, divenuta ormai insostenibile (e perciò ben oltre la gravità) dei lavoratori della struttura Villa Buon Respiro di Viterbo, nonché dei lavoratori delle strutture di cura del gruppo Rori.
È noto che Villa Buon Respiro svolga una funzione insostituibile per il tessuto sociale della nostra provincia. Insostituibile, nel senso che se la struttura dovesse interrompere la propria attività, la Asl e il Servizio sanitario nazionale non sarebbero in grado di assicurare la continuità assistenziale.
Parimenti, le case di cura del Gruppo Rori sono parte del tessuto assistenziale di questi territori e, anzi, tanto più potrebbero esserlo se non fossero vittime, talvolta, di una burocrazia tanto ottusa quanto dannosa.
Ebbene, ormai da anni, i lavoratori che assicurano queste importanti funzioni sociali, vivendo del loro lavoro, percepiscono le retribuzioni con ritardi enormi, ormai insostenibili. Benché essi prestino regolarmente, puntualmente e con perfetta efficacia la propria opera e benché la loro opera consenta l’erogazione di prestazioni assistenziali regolari, puntuali ed efficienti.
Si tratta di almeno 400 famiglie, che non possono più esser certi neppure del domani. Non sono in grado di esser sicuri di poter mantenere i propri figli, meno che mai esser certi che riusciranno a studiare.
Queste organizzazioni sindacali, specie nel caso di Villa Buon Respiro, non sono neppure più certe se sia proprio vero che la colpa di questa insostenibile situazione sia da ascriversi esclusivamente all’amministrazione. Di certo, però, l’amministrazione – e cioè la Regione Lazio e la Asl – sono i principali responsabili di questa situazione ormai intollerabile.
Per colpa del fallimento della politica, chi dovrebbe – prima di tutti – rispettare i propri impegni ha costruito questo circuito perverso, per cui è impossibile rinunciare o interrompere le prestazioni assistenziali (che sono un diritto dei cittadini), si pretende che le imprese le forniscano, e che perciò i lavoratori le assicurino, ma non si è in grado di pagarlo.
Di qui l’assurda pretese che imprese private debbano assicurare l’assistenza pubblica senza essere pagate. E l’effetto perverso che a sopportare i costi della condizione ormai agonica della Regione e della Asl siano i lavoratori.
Sua eccellenza il prefetto, noi Le diciamo che Lei è in qualche modo il responsabile dell’autorità dello Stato, che è il riflesso dell’autorevolezza di chi dirige la comunità nazionale. Ebbene, signor prefetto, la situazione non è più sostenibile!
La Regione Lazio, la Asl, ma anche Villa Buon Respiro e il Gruppo Rori (che se fanno impresa devono essere in grado di rispettare i propri obblighi, come i nostri lavoratori tutti i giorni rispettano i loro) devono corrispondere ai lavoratori le loro spettanze.
Senza ulteriori ritardi. Ora. Entro la fine dell’anno. Deve essere interrotto per sempre questo micidiale circuito perverso per cui si scaricano i costi sociali sui più deboli.
A tal fine, convochiamo una manifestazione dei lavoratori delle strutture del comparto delle due società (non impegnati nei turni di servizio) per il giorno lunedì 9 dicembre, dalle 9 a Viterbo, in piazza del Comune. La presente è indirizzata alla Questura a valere quale richiesta di autorizzazione all’uso del suolo pubblico, restando a disposizione per ogni necessità.
In quella giornata manifesteremo in piazza, chiedendo fin da ora di esser ascoltati dal prefetto, e la vertenza non cesserà finché non avremo ricevuto assicurazioni che sarà corrisposto tutto quanto dovuto.
Facciamo presente che ci ispiriamo al massimo senso di responsabilità, ma ricordiamo che i lavoratori hanno diritto a rifiutare la prestazione lavorativa, se il datore di lavoro non adempie le proprie obbligazioni. I lavoratori non lo hanno fatto, non lo fanno, non lo faranno. Se lo facessero, anche soltanto per un giorno, svelerebbero l’incapacità e il fallimento di un’amministrazione che sembra ormai capace soltanto di rinviare.
In attesa di una soluzione, confidiamo di poter incontrare tutti i responsabili lunedì 9 dicembre in Prefettura e avere finalmente una risposta.
Cgil Fp
Uil Fpl
Fials
Confael
Confail
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY