Milano – Lavoro, scuola e unioni civili. L’incoronazione a segretario del Pd di Matteo Renzi, alla fiera di Milano, non sembra aver freddato la voglia di novità e di sinistra. Tanto che Renzi non manca di citare nomi sacri della sinistra: da Che Guevara a Nelson Mandela. E, udite udite, tanto per bilanciare a destra dà la mano a D’Alema. Fatto non scontato. Con D’Alema che abbozza e dice ai giornalisti: “Considerati i dissensi di partenza mi è sembrato un tentativo di indicare una piattaforma di confronto aperta. La mia è una valutazione positiva”.
Quando si dice abbozzare. Anche la parte più conservatrice e arretrata del partito ha dovuto fare i conti con il nuovo che avanza.
Tra i soddisfatti dell’assemblea nazionale del Pd, composta da mille membri per la ratifica del verdetto delle primarie che hanno voluto Renzi segretario, c’è Fioroni, rieletto nella direzione.
Eletto, come lui stesso sottolinea, tra i membri votati dall’assemblea e non tra gli aventi diritto, ex segretari, presidenti del consiglio e nominati dal segretario.
“E’ iniziato un nuovo cammino – commenta ironico Beppe Fioroni da Milano – speriamo che ci porti nel 2015 a vincere le secondarie. Le primarie, infatti, le vinciamo sempre. Siamo proprio bravi”.
La direzione del partito è composta da 140 membri. 120 eletti dall’assemblea nazionale e 20 designati dal segretario. Tra questi ultimi D’Alema, Veltroni, Franceschini e una serie di sindaci.
Tra i 120, 80 sono di area renziana, gli altri 40 vanno a uomini di Franceschini, Letta, Cuperlo e Civati. Come dire che per la prima volta il segretario ha una sua autonomia e non deve scendere a compromessi continui tra le correnti. La presidenza del partito, come era stato annunciato, è andata a Cuperlo. La vicepresidenza alla prodiana Sandra Zampa.
Deludente la sorpresina per Beppe Grillo (video), già anticipata da Renzi nei giorni scorsi: “Noi siamo pronti a rinunciare ai rimborsi elettorali – ha detto il segretario -. Però tu ti impegni a cambiare la legge elettorale insieme a noi. Se non lo fai, sei un chiacchierone, Beppe firma qui”. Buona la provocazione mediatica, ma in realtà non fa che rafforzare l’idea che sia solo Grillo a volere il taglio delle spese della politica.
Grillo sul suo blog ha commentato: “Renzie aveva annunciato una “sorpresina”. C’è stata invece solo una scoreggina”.
Note a margine: Prodi non ha partecipato all’assemblea di Milano. E Sposetti che fine ha fatto? Nessuno lo sa…
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