Viterbo – Scuola e impresa s’incontrano. Sottoscritta la seconda parte del protocollo firmato a luglio su “Formazione imprenditoriale per edilizia e design” fra istituti scolastici, Scuola edile, con il patrocinio della provincia.
A palazzo Gentili stamani la sottoscrizione con Elvira Federici dell’Itt Da Vinci di Viterbo e Maria Rita Salvi del Dalla Chiesa di Montefiascone. “Il mondo del lavoro e quello della formazione – spiega il presidente Marcello Meroi – è fondamentale che abbiano punti di contatto con la scuola, per fare avere ai giovani un’adeguata qualifica professionale”.
Perché i tempi sono cambiati. “Ricordo come in passato – osserva Andrea Belli, presidente Cassa Edile Viterbo – come scuola e impresa fossero tenute rigorosamente distanti, un discorso che oggi non tiene. Se guardiamo al modello educativo tedesco, la formazione comincia da subito e non a fine percorso, con l’esigenza poi di formarsi di nuovo una volta conclusi gli studi. Partecipiamo volentieri a questo progetto e spero che ce ne possano essere altri”.
La scorsa estate il documento era stato sottoscritto da provincia, ufficio scolastico regionale, IIS “Vincenzo Cardarelli” di Tarquinia, IIS “Fabio Besta” di Orte e Collegio dei geometri della provincia di Viterbo.
Il protocollo ha la finalità di realizzare una sinergia operativa fra i firmatari, aperta al contributo di altri eventuali soggetti istituzionali e non, finalizzata ad incrementare la popolazione scolastica degli istituti ad indirizzo tecnico e a facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro agli studenti che li frequentano.
“Azioni sinergiche di questo tipo – spiega la preside Federici – trasformano la quantità della popolazione scolastica in qualità. Dobbiamo lavorare sulle competenze, unendo il sapere al saper fare”. Dello stesso avviso la dirigente Salvi. “Oggi l’accesso alle professioni è più difficile – aggiunge -, le scuole tecniche devono preoccuparsi anche di fornire ai ragazzi le opportunità per trovare un’occupazione”
“La Scuola edile – conclude Ettore Bacchelli, presidente della scuola – ha puntato molto su questo modello formativo, con un’attenzione particolare alla sicurezza sui luoghi di lavoro in edilizia. Questo ci permette di essere parte attiva del progetto, facendo in modo che i ragazzi passino dai banchi di scuola all’operatività del lavoro vero e proprio.
Oggi purtroppo di cantieri aperti ce ne sono pochi, complice la crisi, ma credo sia importante dare agli alunni la possibilità di toccare con mano come funziona in concreto il lavoro”.
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