Viterbo – (e.c.) – Felicità. Emozione. Commozione. Festa.
C’era questo e molto di più nella giornata del 35esimo anniversario dalla fondazione del Sodalizio dei facchini di santa Rosa che si è svolta ieri pomeriggio nella sala Alessandro IV in piazza San Lorenzo (fotogallery).
Una festa nell’ambito del socio, ma un’evento anche per festeggiare il riconoscimento da parte dell’Unesco della rete delle macchine a spalla.
A festeggiare con i viterbesi e con i facchini il presidente del sodalizio Massimo Mecarini, il capo facchino Sandro Rossi, l’assemblatore di Fiore del cielo Vincenzo Fiorillo, il vescovo Lino Fumagalli, il sindaco Leonardo Michelini, l’assessore alla Cultura Giacomo Barelli, l’assessore provinciale Federico Fracassini, Nello e Lorenzo Celestini, presidenti emeriti del sodalizio.
“Sono molto contento del riconoscimento da parte dell’Unesco – afferma in apertura il vescovo Fumagalli -. E’ un onore e un onere. Onere perché ora abbiamo la responsabilità di far rivivivere i principi alla base della vita di santa Rosa”.
Subito dopo il suo discorso la platea ha potuto assistere alle immagini delle quattro macchine a spalla che hanno ottenuto il riconoscimento Unesco. Ed è proprio sull’importanza della rete delle macchine a spalla che ha insistito Massimo Mecarini.
“Il nostro è il primo esempio di rete nazionale. Abbiamo dovuto superare molti pregiudizi, ma ce l’abbiamo fatta. E’ un traguardo e allo stesso tempo un punto di partenza perché dobbiamo, negli anni, dimostrare di esserci meritati questo riconoscimento. E bisogna mantenere unite le 4 comunità, cosa non facile. Visto anche lo scontento che si è creato tra le altre tre città per il servizio del Tg1 che ha preferito incentrare l’attenzione su santa Rosa”.
Ma un po’ di sano campanilismo viene dalle parole del presidente emerito e fondatore del sodalizio, Nello Celestini. “So tutti belli i lavori – afferma -, ma diciamolo a mezza bocca perché quella di Viterbo merita l’assolo!”.
“Mi sento orgoglioso di ricoprire la carica di capo facchino proprio in questo periodo di eventi inaspettati – afferma un commosso Sandro Rossi -. A volte mi sembra di camminare sulle nuvole. Questo premio è di tutta la città”.
Soddisfatto e molto emozionato anche Fiorillo. “Mi sento molto fortunato – dice – e molto emozionato di ricoprire questo ruolo”.
Ma le parole più importanti erano tutte per i facchini che con la loro fatica, il loro sforzo e la loro dedizione ogni anno permettono alla magia di ripetersi. “I facchini sono un simbolo per tutti noi – spiega Fracassini -. Sono simbolo di aggregazione, unità e solidarietà”.
Poi un ricordo della giornata trascorsa a Baku. “Non siamo andati lì come amministratori – ha tenuto a sottolineare Barelli – ma come viterbesi che portavano la città fuori dalle mura. Il mio pensiero va in particolar modo al sodalizio e a ciò che rappresentano”.
“Bisognerebbe prendere esempio dai facchini – afferma il sindaco Michelini -. Chi fa il sindaco dovrebbe distaccarsi dalla parte a cui appartiene e prendere esempio da loro e cioè rappresentare la città in maniera neutra”.
Tra premiazioni, foto, immagini ed emozioni, si parla anche del trasporto straordinario.
“Credo proprio che faremo il trasporto straordinario – continua Michelini – a costo di vendere qualche pezzo di famiglia. E credo che debba essere un momento importante per avere una ricaduta positiva sulla città”.
Se tutto si realizzerà veramente sarà un giorno per festeggiare il riconoscimento Unesco, ma anche per festeggiare il trentennale dalla visita di papa Giovanni Paolo II il 27 maggio del 1984. Quindi dovrebbe ricadere proprio in quel periodo.
Dopo qualche cenno sulla storia del sodalizio raccontato da Lorenzo Celestini, momenti di magia con il “Magico Alivernini” e canto con i facchini ad intonare “Mira al tuo popolo”, la premiazione dei facchini con le targhe.
Le hanno ricevute tutti coloro che hanno maturato 5-10-15-20-25-30-35-40 anni di trasporto e addirittura 65 anni come Antonio Febbraro.
Sono stati inoltre consegnati i ciuffi e le spallette ai facchini che hanno lasciato nell’anno in corso e negli anni precedenti.
Poi la chicca finale. Un video su Viterbo, sull’origine del trasporto della macchina di santa Rosa e dei 35 anni di storia del Sodalizio che mostra, tra le altre, immagini restaurate di 30 anni fa, scattate durante la visita di papa Giovanni Paolo II a Viterbo.
Premiazioni
5 anni di trasporto (Anno entrata 2009)
Barghini Alessio
Bevilacqua Andrea
Bevilacqua Giovanni
Biscetti Alessandro
Fusarelli Aldo
Gasparri Pierluigi (Infermiere)
Laezza Bruno
Laureti Pierpaolo
Lucca Manuel
Lucci Michele
Massantini Leonardo
Martufi Giovanni
Menichelli Roberto
Pallucca Marco
Rossetti Andrea
Trevi Claudio
Taratufolo Alessandro
Brunori Andrea (fotografo)
10 anni di trasporto (Anno di entrata 2004)
Baiocco Gianni
Cipollari Federico
Ginebri Luigi (Infermiere)
Giuliobello Luciano
Laezza Antonio
Marcoccia Federico
Massera Ferrigo (Infermiere)
Patara Stefano
Politini Luca
Sciuga Enrico
Segatori Mirko
Tavani Stefano
Zarletti Giampaolo
Zezza Antonio (Medico)
20 anni di trasporto (Anno entrata 1994)
Della Porta Massimiliano
Malè Alessio
25 anni di trasporto (Anno entrata 1989)
Calevi Marco ’67
Ciarlanti Francesco
Ciarlanti Marco
Corinti Massimo
Mecarini Pietro
Perandria Massimiliano
Sciuga Piergiovanni
30 anni di trasporto (Anno entrata 1984)
Ceccariglia Roberto
Moneti Paolo
Stefanoni Maurizio
Mattei Mariano
35 anni di trasporto (Anno entrata 1979)
Cappelloni Mauro
Mecarini Massimo
Taratufolo Franco
40 anni di trasporto (Anno entrata 1974)
Sensi Marcello
65 anni di trasporto (Anno entrata 1949)
Febbraro Antonio
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