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Santa Rosa - Nel consiglio per il riconoscimento Unesco, Raffaele Ascenzi propone un referendum per l'eventuale trasporto straordinario

“Trasporto straordinario, la macchina la scelgano i viterbesi”

di Giuseppe Ferlicca
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Il consiglio straordinario dopo il riconoscimento Unesco

Il consiglio straordinario dopo il riconoscimento Unesco

Luigi Zucchi

Luigi Zucchi e Raffaele Ascenzi

Contalto Cesarini

Contalto Cesarini

Il consiglio straordinario dopo il riconoscimento Unesco

Il consiglio straordinario dopo il riconoscimento Unesco

Il rettore Ruggieri al consiglio straordinario

Il rettore Ruggieri al consiglio straordinario

Il consiglio straordinario dopo il riconoscimento Unesco

Il consiglio straordinario dopo il riconoscimento Unesco

Il consiglio straordinario dopo il riconoscimento Unesco

Il consiglio straordinario dopo il riconoscimento Unesco

Nello Celestini

Nello Celestini

Il consiglio straordinario dopo il riconoscimento Unesco

Il consiglio straordinario dopo il riconoscimento Unesco

Il consiglio straordinario dopo il riconoscimento Unesco

Il consiglio straordinario dopo il riconoscimento Unesco

Il consiglio straordinario dopo il riconoscimento Unesco

Il consiglio straordinario dopo il riconoscimento Unesco

Viterbo – E’ il giorno del consiglio comunale aperto dedicato al riconoscimento Unesco per il trasporto della Macchina di santa Rosa (fotocronaca).

Aperto a tutti gli amministratori. Tra i banchi, consiglieri e assessori di oggi e di ieri. Aperto alla città. Ma viterbesi non se ne vedono. Peccato. Tutto si riduce, pur nella solennità dell’appuntamento, in un “parlarsi tra noi”.

Ci sono invece, gli ospiti. Dal presidente onorario del Sodalizio Facchini Nello Celestini al prefetto Antonella Scolamiero, il rettore Ruggieri, Raffaele Ascenzi, Contardo e Andrea Cesarini, Gli architetti Andreoli e Cesarini, il comandante dei vigili del fuoco Tornatore, per il vescovo il vicario don Luigi.

Il consiglio è straordinario, ma si parte in modo ordinario, con l’appello: c’è il numero legale, ma grazie alla presenza della minoranza. Del resto, bisogna fare squadra.

“E’ un risultato per tutta l’Italia – osserva il sindaco Michelini intervenendo – fare squadra non è facile, ma ci siamo riusciti. Sulle televisioni nazionali in questi giorni abbiamo visto solo santa Rosa, rispetto alle altre città che con noi hanno ottenuto il riconoscimento.

Ci siamo dovuti giustificare”.

Questa mattina Michelini ha ricevuto una telefonata. “Mi ha chiamato la segreteria del ministro Bray – dice Michelini – ha convocato me e gli altri sindaci per un incontro e vedere il da farsi”.

Per il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini, quello Unesco è un riconoscimento che ora si deve dimostrare d’avere meritato: “Tutelando la nostra tradizione – sostiene Mecarini – più di quanto non abbiamo fatto finora. Non stravolgendola.

Ad esempio, passare da via Marconi oggi non sarebbe più accettabile come proposta, oltre che negativa dopo i tentativi del passato”.

Va rispettato il sacrificio dei facchini, non solo il tre settembre: “Tutto l’anno – spiega il presidente onorario Celestini – quando ci chiamano, ci siamo. Oggi è una giornata che ricorderò in modo particolare.

Il trasporto è stato premiato, ma ricordate che il peso sulle spalle lo porta il facchino”. Quindi un evviva Santa Rosa, evviva il Sodalizio. E la parola passa al figlio, Lorenzo Celestini.

“Dobbiamo riuscire tutti – spiega Celestini – a saper sfruttare e mantenere quest’occasione. Serve continuare a lavorare così come fatto per arrivare a conquistarlo”. Ma la tradizione, il passato, la storia delle Macchine oggi in gran parte non ci sono più.

E’ un pensiero riferito al futuro museo: “Le macchine sono state distrutte quasi tutte – continua Celestini – cosa facciamo vedere alla gente?”. Il viaggio nella memoria prosegue con Luigi Zucchi, ricorda Volo d’Angeli, ideata dal padre Giuseppe, Maria Antonietta Palazzetti ideatrice di Spirale di fede, che ringrazia chi si è prodigato per il riconoscimento.

“Ringraziamento – dice Palazzetti – che sarebbe condiviso anche da mio marito Rosario”. Contardo Cesarini, che ha costruito tre Macchine: “Ho fatto quattordici trasporti – ricorda Cesarini – e ogni volta è un’emozione, credo che sia il momento che io ceda il passo ai miei figli per quello che verrà”. Poi Angelo Russo, di Sinfonia d’Archi.

“Il Sodalizio e le amministrazioni che si sono succedute – osserva Russo – di strada ne hanno fatta tanta”. Pensando al prossimo concorso per la Macchina di santa Rosa propone di tornare al passato e quindi non solo presentando disegni, ma anche bozzetti. C’è in ballo un trasporto straordinario e Raffaele Ascenzi ha un’idea: un referendum fra i viterbesi per chiedere quale fra le tre o quattro ultime Macchine vogliono rivedere passare.

Il prefetto Antonella Scolamiero ricorda un aneddoto: “Mi sono fatto donare una statuina di un piccolo facchino che ho messo in macchina e che avrei tenuto lì fino al giorno del riconoscimento – ricorda il prefetto – l’auto me l’hanno rubata, me ne sono fatta dare un’altra di statuina e sta ancora lì, dentro la nuova auto”. A dimostrare che il prefetto magari non poteva fare molto, ma dare sostegno morale, quell’essere tutti di un sentimento che ha portato al risultato finale.

Giulio Marini, che nel suo quinquennio da sindaco ha fatto gran parte del lavoro, ringrazia tutti, a cominciare da Nello Celestini. “Abbiamo raggiunto un risultato importante – dice Marini – ma il bello comincia oggi. Non pensavo alle difficoltà di questo progetto, quando l’ho ereditato”.

Un appello poi alla regione Lazio: “Non continui a a considerare il trasporto come una qualsiasi altra manifestazione – spiega Michelini – ma con una valenza ben più ampia e spero che si vada oltre le modeste somme fin qui stanziate per il trasporto.

Dobbiamo chiedere di più perché la città se l’è meritato”.

Con il sacrificio e la determinazione si ottengono risultati importanti come questo. Lo sottolinea il rettore Ruggieri: “E’ anche un segnale di forza e coraggio – osserva Ruggieri – in un momento difficile. Ce lo insegna ogni anno il trasporto, con il sacrificio e la determinazione si possono ottenere risultati grandi”.

L’assessore Giacomo Barelli ricorda quelle che sono le motivazioni che hanno portato al riconoscimento, mentre i consiglieri hanno deciso di devolvere il gettone di presenza della seduta al monastero delle clarisse di santa Rosa.

Un consiglio fuori dall’ordinario, ma è pur sempre un consiglio comunale e si presenta un ordine del giorno con cui il consiglio comunale impegna il sindaco a mettere in atto le azioni di salvaguardia così come previste dall’Unesco e visti i risultati ottenuti dalla rete delle grandi Macchine a spalla, incrementare i rapporti con le altre città, anche con gemellaggi e azioni comuni. Da approvare in una prossima seduta.

Giuseppe Ferlicca


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10 dicembre, 2013

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