Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il rinnovo dei calendari avviene nel momento più festoso dell’anno, in prossimità del Natale e alla vigilia dell’anno nuovo. Siamo sommersi dalle offerte di calendari (dal nostro pizzicagnolo alla cartoleria, dal barbiere alla banca, dall’edicolante al nostro partito politico: tutti ci propongono calendari per rimanere al centro della nostra attenzione per dodici mesi l’anno, loro sperano).
Ma questo è un uso recente del calendario perché anche solo quarant’anni fa, al di là del calendario di Barbanera e di Frate Indovino, c’erano solo i calendarietti profumati dei barbieri. E se torniamo un po’ più in dietro scopriremmo che l’unico detentore della possibilità di organizzare l’anno era l’istituzione ecclesiastica e l’unico calendario era quello delle feste religiose.
Sono bastati cento anni per stravolgere completamente la funzione e l’uso dei calendari. Su questo si rifletterà nell’Incontro a Palazzo papale che si terrà venerdì 13 dicembre alle ore 16 partendo da una fortunata circostanza: la presentazione di una serie di una ventina di calendari acquarellati relativi agli ultimi anni che una artista come Carla Picaro ha realizzato e che nell’occasione ci spiegherà .
Contemporaneamente saranno messi in mostra alcuni calendari attuali proprio a conferma della varietà dell’uso dei calendari nei nostri anni.
Con questo incontro si chiude la stagione 2013 degli Incontri a Palazzo papale.
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