Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Cara Tiziana Farina, le scrivo in merito al suo diniego, nonostante la mia telefonata, all’ingresso del mio cane da compagnia all’interno dei giardini di villa Lante di Bagnaia.
Lascio la parte normativa a chi di dovere anche se trovo assurdo che lei in qualità di responsabile non la conosca, in ogni caso venendo a noi: il cane era trasportato in regolare borsetta canina permessa anche negli aerei e nel civilissimo ospedale di Udine (dove risiedo), che però ha la fortuna di non essere da lei diretto, non le descrivo inoltre cosa succede se lei si presenta con lo stesso cane in tutti i musei non nei giardini del triveneto; superfluo aggiungere che il cane era fornito di tutte le attrezzature atte a garantire un livello di igiene più che rispettoso del suddetto parco.
Inoltre gli innumerevoli gatti stanziali all’interno del parco non garantiscono condizioni igienico sanitarie migliori dei cani (vedasi foto allegata).
Non ho altro da aggiungere se non che da cittadino italiano di origini Viterbesi constatare una volta di più che l’Italia viaggia a due velocità.
Infine se dovesse passare un uccello di medie dimensioni sopra i giardini di villa Lante cosa dovrebbero fare i custodi abbatterlo?
Gianfranco Buonanno
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