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Primarie del Pd - Dopo la decadenza di Berlusconi e la decisione della consulta sul Porcellum, arriva il terzo atto

Votare Renzi per trasformarci da sudditi a cittadini…

di Carlo Galeotti
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Matteo Renzi a Viterbo

Matteo Renzi a Viterbo 

Viterbo – Votare Renzi per ridare almeno una possibilità di speranza a un paese stremato. Votare Renzi per dare al paese una sinistra moderna e liberale. Votare Renzi per rimettere in moto l’economia, riformare la giustizia e la politica.

La scelta ormai è obbligata. E la possono fare tutti, non solo gli iscritti al Pd. Tutti possono andare a votare nei gazebo per tentare di cambiare il paese. Per tentare veramente la “rivoluzione liberale” che ci trasformi da sudditi a cittadini.

La vecchia classe dirigente, si fa per dire “dirigente”, ha fallito e ha creato una sorta di parafascismo delle cose. Ha fatto incancrenire tutto. E pur di resistere ha modificato la costituzione materiale, che certo non prevede che il presidente della Repubblica decida quali siano le alleanze giuste di governo, che cosa si debba o non si debba fare. Siamo da tempo ormai in una repubblica presidenziale e in molti fanno finta di non accorgersene.

Una classe dirigente che non è stata in grado neppure di fare la riforma elettorale. Ci ha dovuto pensare la Corte costituzionale ad abbatterla. Abbattendo con essa la credibilità e la legittimità di una intera classe politica. Facendo persino harakiri. Incredibile.

E’ il portato del ventennio berlusconiano, che ha trasformato sì la politica, facendola parlare con il linguaggio della “gente”, ma che ha distrutto i fondamenti stessi di una democrazia occidentale. Le regole. Lo stato di diritto. E se dopo venti anni lo stesso Berlusconi torna a dire che ci vuole una “rivoluzione liberale”, vuol dire che nessuna promessa è stata mantenuta. Nessuna riforma dell’economia. Nessuna riforma della giustizia. Nessuna riforma della politica.

E allora, senza pensare che esistano uomini della provvidenza, non si può non votare Renzi. Nonostante, come diceva Flaiano, sia scattata da tempo la corsa per andare “in soccorso del vincitore”. Fa un po’ sorridere vedere tante vecchie conoscenze salire sul carro di Renzi pur di mantenere uno strapuntino. Si va da Bassolino a Franceschini. Da Fassino a Veltroni. Ci mancano i compagni Fidel e Kim Il-Sung. E sono tutti. Ma va bene così, questo è l’Italia. Tutti fascisti fino al 25 luglio, tutti antifascisti il giorno dopo.

Sembra che pure Fioroni avesse pensato di passare con Renzi. Una sua fedelissima amministratrice locale ebbe a dire qualche mese fa in privato: “Renzi è l’unica alternativa”. Poi Fioroni sembra essersi un po’ incartato e sembra abbia deciso di appoggiare Cuperlo, senza votarlo. Quando si dice la scuola morotea dove può condurre. Ma, a parte le battute, la cosa più simpatica sono i nani colorati locali che, sempre attenti agli ordini di Fioroni, qualche tempo addietro azzannavano chi era con Renzi, ora si trovano come l’esercito italiano dopo l’8 settembre: senza ordini. E c’è perfino chi andrà a votare Renzi.

Ma al di là di quella che continua ad essere l’”autobiografia della nazione”, dopo la decadenza di Berlusconi, dopo la decisione della Consulta sulla incostituzionalità del Porcellum, arriva il terzo tsunami: Renzi segretario del Pd. Che questo paese stia veramente cambiando almeno in qualche dettaglio?

Il voto a Renzi una speranza almeno la dà.

Carlo Galeotti


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8 dicembre, 2013

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