Viterbo – Quasi 2500 tonnellate di rifiuti romani sono finiti nella discarica di Monterazzano, senza che a palazzo dei Priori battessero ciglio.
Non è bastato un fax del commissario all’emergenza rifiuti Sottile datato 26 settembre in cui avvisava il sindaco dell’arrivo d’immondizia romana a Monterazzano a smuovere gli amministratori, ma pure dopo che il caso è scoppiato, per la denuncia da parte della provincia, in comune non è cambiato molto.
Se il fax del commissario Sottile è stato preso sottogamba, c’è un altro documento ufficiale che certifica l’uso della discarica viterbese per smaltire i rifiuti romani.
Il 10 dicembre è protocollata in comune la lettera spedita da Ecologia Viterbo, società che gestisce l’impianto di Monterazzano, in cui si parla del conferimento dei rifiuti solidi urbani di Roma capitale.
Siccome il 6 dicembre c’era stato un incontro con i vigili urbani per avere spiegazioni, la società scrive alla Polizia locale per rispondere alle richieste.
“Ecologia Viterbo – si legge nella lettera – è stata autorizzata al trattamento, nei limiti della capacità residua autorizzata, dei rifiuti indifferenziati prodotti dal bacini di Roma capitale (comuni di Roma, Fiumicino, Ciampino e Vaticano) fino alla data del 7 gennaio 2014”.
Era il 10 dicembre. Il 16 dicembre, sei giorni dopo, si riunisce la terza commissione, convocata su richiesta della minoranza per discutere proprio dei rifiuti romani e quello che l’assessora Raffaela Saraconi dice è noto.
Solo un vago accenno a una comunicazione del commissario (il famoso fax) con la successiva disquisizione sul significato della parola abbancamento. Niente di più.
Cos’è successo? In sei giorni la polizia locale non ha passato le informazioni agli assessorati competenti? Passano i giorni. Il 27 dicembre seduta di consiglio. Nessuno sente il bisogno di dare comunicazione di quanto avvenuto in discarica.
Passa altro tempo. Giovedì 23 gennaio: 44 giorni dopo che la lettera di Ecologia Viterbo è stata protocollata.
In consiglio comunale Chiara Frontini tira fuori il fax del 26 settembre del commissario Grasso e chiede lumi sul perché il comune non abbia fatto nulla. Tanto il sindaco Michelini quanto l’assessora Saraconi partono con una difesa d’ufficio del loro operato. Della lettera di Ecologia Viterbo nemmeno una parola.
Forse 44 giorni dopo dalla Polizia locale non avevano ancora fornito tanto la lettera e nemmeno la relazione sugli accertamenti in discarica?
Perché ancora silenzio?
Nella lettera la società fornisce pure l’elenco dei materiali prodotti nel trattamento dei rifiuti a ottobre e novembre 2013. “Ecologia Viterbo – si legge ancora nella comunicazione – nel mese di ottobre 2013, a seguito della chiusura definitiva di Malagrotta, ha utilizzato per lo smaltimento degli scarti di lavorazione, la discarica a servizio dell’impianto Tmb sita in località Le Fornaci a Viterbo”.
La società fa presente anche che al 10 dicembre, con il trattamento dei rifiuti urbani presso l’impianto tmb non aveva superato le quantità autorizzate pari a 182mila tonnellate e ha prudenzialmente sospeso il primo dicembre i conferimenti dei rifiuti urbani provenienti dal bacino di Roma.
A distanza di qualche giorno arriverà la determina che amplierà la quantità da 182mila a 202 tonnellate.
Ieri in commissione l’assessora Saraconi ha tenuto il punto. Nessuna responsabilità e nessuna omissione. Hai voglia dall’opposizione a chiedere risposte: “Non sapere o far finta di non sapere nulla – spiega Marini (FI) è grave. Avete forse trascurato la situazione per inesperienza o altro, non avete dato ai fatti la giusta rilevanza politica?”.
Solo strumentalizzazioni per Saraconi. Che ascolta, a volte infastidita, sbuffa. “Intanto – rivela Saraconi – del fax del 26 settembre io l’ho saputo il tre dicembre”.
Ce n’è voluto. “Il 3 dicembre stesso – continua Saraconi – il sindaco ha scritto all’assessore Civita esprimendo contrarietà allo smaltimento a Monterazzano e chiedendo d’essere messo a conoscenza di quanto in atto”. Più spiegazioni arrivano e più le contraddizioni si moltiplicano. Tanto varrebbe ammettere l’errore.
Invece la diretta interessata preferisce puntare il dito contro la minoranza: “State girando la frittata – dice ancora Saraconi – la buttate in politica”.
Saraconi dovrebbe provare a spiegarlo alla sua collega di giunta, Raffaella Valeri, responsabile dell’Ambiente.
Anche il suo silenzio è apparso strano. La risposta arrivata è stata disarmante. “Non ne sapevo nulla – ammette in commissione – non ho detto niente perché non mi hanno detto niente”.
Perché avrebbero dovuto? E’ solo assessora all’Ambiente…
“Non continuate a nascondere la testa sotto la sabbia – incalza Chiara Frontini – a settembre, una volta ricevuto il fax dal commissario Sottile cosa avete fatto?
Avete chiamato qualcuno, avete chiamato la provincia per informarli? Avete sentito la regione”. Si ritorna al punto di partenza. “Forse avete sottovalutato la situazione o magari non l’avete capita”. Vai a capire…
Giuseppe Ferlicca
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY