Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Apprendiamo dalla stampa la nomina della nuova segreteria provinciale e l’intenzione del segretario provinciale Egidi di arrivare a una gestione unitaria del Partito democratico di Viterbo, che si tradurrebbe nella disponibilità a integrare la segreteria appena nominata con dirigenti provenienti dalle file dei sostenitori di Alessio Trani, indicato come unico interlocutore.
Tutto questo senza rispettare minimamente il voto dei circoli e soprattutto quello degli elettori delle primarie dell’8 dicembre, che hanno assegnato a Civati un consenso importante, nella città di Viterbo persino superiore a quello registrato da Cuperlo.
In politica le formule significano molto e questa volta non si fa eccezione.
La gestione unitaria si può basare, nella sua accezione più tradizionale, sull’incontro dei competitors e sulla composizione delle richieste dei rispettivi gruppi, oppure, in un’accezione nuova e feconda, gestione unitaria può essere realizzata da tutto il partito, superando gli schieramenti congressuali, in maniera da rappresentarlo nella sua interezza e di mobilitare il meglio delle sue risorse.
Noi abbiamo sperato, invano, che Egidi con coraggio scegliesse questa seconda declinazione, anche perché non può sfuggirgli che, seppur eletto con una maggioranza bulgara, si trova a relazionarsi con un’assemblea provinciale non in linea con la fotografia del partito scattata in occasione del congresso nazionale e ancor di più con il risultato delle primarie dell’8 dicembre scorso.
E c’è di più, la maggioranza eletta rappresenta la mozione congressuale nazionale che si è dimostrata essere la più debole in quanto a capacità di coinvolgimento degli elettori, per questi motivi riferirsi a quegli equilibri ci appare anacronistico e fallace.
Il Pd si troverà ad affrontare nel 2014 importanti appuntamenti; sicuramente le elezioni europee, forse le elezioni politiche, diversi test amministrativi e partire da presupposti così limitativi ci sembra molto rischioso.
Il Pd avrebbe bisogno di un gruppo dirigente capace di raccogliere queste sfide:
– il rafforzamento della centralità dei circoli che devono diventare luoghi aperti di mobilitazione e confronto, usando tutti gli strumenti possibili, come quello delle “doparie”, in un’ottica inoltre di potenziamento dei rapporti dei circoli di specifiche zone territoriali
– il coinvolgimento di tutto il popolo del Pd attraverso vere e proprie campagne di mobilitazione su singoli temi che interessino tutto il partito insieme con l’emersione del grande patrimonio di competenze dei democratici e delle democratiche attraverso la costituzione di gruppi tematici di discussione (anche mediante gli strumenti online) e di un’anagrafe delle competenze
– il potenziamento della nostra rete territoriale con il rafforzamento delle relazioni con altri partiti, movimenti, associazioni, comitati, esperienze civiche, nell’ottica della mobilitazione cognitiva suggerita da Barca mesi fa
– la trasparenza del partito sia per quanto concerne l’uso delle risorse sia soprattutto instaurando un sistema di accountability dei componenti della segreteria stessa e dei rappresentanti del Pd nominati a cariche non elettive.
E’ questa la sfida che lanciamo ad Egidi e al gruppo da lui nominato.
Coordinamento Viterbo per Civati
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