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Viterbo - Interviene Luigi Telli, segretario partito della Rifondazione Comunista

“Ex Terme-Inps, un deserto senza cattedrale?”

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Un'immagine di Viterbo

Viterbo 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ci si passi l’ironia. Non abbiamo certo pianto, per il mancato aeroporto a Viterbo. Anzi: non ci hanno mai convinto né il progetto (Viterbo come una seconda Orio al Serio?) né le modalità di attuazione (per curiosità, quanto ci è costato il progetto, tra assessori ad hoc, incontri, promozioni, pranzi e cene?). Con sollievo quindi abbiamo assistito al naufragio di quell’ipotesi.

Solo che i ricorsi storici non smettono mai di sorprendere. E così, a massimo volume di megafono, ecco giungere un altro tentativo di spacciare l’ennesima panacea per i mali di Viterbo.

Le parole sono due: Terme e gara. Proviamo a vedere in breve di cosa si tratta stavolta. In parole povere, il comune di Viterbo (se la Regione approva) si ritroverà in mano la patata bollente delle ex-Terme Inps: sia la struttura, sia, soprattutto, la gara per la gestione.

Con solerzia, il patrio podestà fa subito squillare le sue trombe: “Con la procedura di affidamento in concessione della struttura Terme ex Inps – dichiara il Sindaco – ci avviciniamo al raggiungimento di un importante e storico obiettivo, quello di poter finalmente avviare il rilancio di uno strategico complesso termale”. Le parole usate non sono certo di buon auspicio, poiché è la stessa litania già sentita a proposito dell’aeroporto: evento importante, storico, strategico. E si sa com’è finita.

Per cui ci sia permesso stavolta di esprimere delle perplessità. Del resto ne esistono già due, a Viterbo, di stabilimenti termali: uno pubblico (e, di nuovo, sarebbe interessante sapere quanto ci costa) e uno privato. Nessuno dei due sembra che se la passi bene.

Non vorremmo insomma che fosse questa, l’auspicata panacea dei mali viterbesi: mettere su una gara di affidamento per un fantomatico terzo polo termale, per cui poi creare un assessorato ad hoc, fare manifestazioni, organizzare incontri, offrire pranzi cene e colazioni.

E così, anche stavolta, alla fine di tutto non rimarrà che asciugarci gli occhi, affaticati dal cercare di scovare, nel deserto, la cattedrale che non c’è. Perché allora non realizzare un parco tematico e di sperimentazione, sarebbe l’unico in Europa, sulle cure alternative alla medicina tradizionale, attraverso l’utilizzo di “prodotti naturali” non manipolati dall’uomo o meglio dall’industria farmaceutia, come acqua e fanghi termali?

Luigi Telli
Segretario partito della Rifondazione Comunista – Circolo di Viterbo

 


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17 gennaio, 2014

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