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Viterbo - Segreteria provinciale Pd - Interviene Francesco Chiucchiurlotto

“I renziani non accettano un piatto di lenticchie”

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Francesco Chiucchiurlotto

Francesco Chiucchiurlotto

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Nella Genesi (25,25) si narra di Esaù che tornando affamato dai campi, scambiò la primogenitura con il fratello gemello Giacobbe, che però era stato partorito per primo, per un piatto di lenticchie; poca cosa rispetto al diritto di guidare un popolo, addirittura il popolo eletto.

La situazione del Pd viterbese, con le dovute proporzioni e cautele, ha un’assonanza con l’episodio della Bibbia e anche qualche spunto di riflessione.

Stavolta Esaù ha cortesemente declinato l’offerta del piatto di lenticchie e sarebbe interessante capire sino in fondo se lo ha fatto per la povertà dell’offerta o per la consapevolezza della primogenitura.

Fuor di metafora: è chiaro a tutti i rappresentanti della mozione Renzi (eletti nei congressi e non) se il rifiuto unanime di entrare nella compagine della segreteria provinciale trova motivazioni: a) nella residualità assegnata loro, sia nel numero dei “posti” che nella qualità degli incarichi; oppure: b) nella constatazione che la vittoria dell’8 dicembre in breve tempo produrrà la loro affermazione sull’intero partito?

Perché, in buona sostanza, dilaniarsi in interminabili discussioni su una cucuzza, quando è a disposizione tutto il cucuzzaro?

Credo che la questione, se messa in questi termini, risolve i problemi nominalistici, personalistici e anche di apparente sostanza; naturalmente se si approfondisce e pratica l’opzione b), con convinzione ed entusiasmo.

A tal fine può giovare un’altra citazione, non dalla Bibbia ma dal più modesto, ma utilissimo, documento congressuale di Goffredo Bettini: “Bisogna farla finita con dirigenti che decidono fra loro, fanno e disfanno… Il campo democratico deve ridare voce e potere alle persone nell’esercizio della loro responsabilità individuale. Questa cessione di sovranità verso il basso è il solo vero atto esplicito e concreto per superare il correntismo e le intercapedini burocratiche”.

Se anche a Viterbo si saprà fare questa cessione di sovranità e innovare veramente la politica con le persone e per le persone, non ci sarà segreteria che tenga o legittimazione di regole bislacche, o confronto/scontro tra personalità più o meno emergenti, perché sarà chiaro che in gioco ci saranno le sorti della nostra provincia e di chi la abita, altro che lenticchie e cucuzze.

Francesco Chiucchiurlotto


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5 gennaio, 2014

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