| Alcune delle segnalazioni dei cittadini |
Viterbo – Tutto si può migliorare, ma la differenziata funziona. Parola di sindaco.
Nel paese dei balocchi, il più bel paese del mondo descritto da Carlo Collodi, tutto è perfetto. A Viterbo non si può dire lo stesso, ma a sentire il sindaco Leonardo Michelini le cose non stanno così. La raccolta differenziata, partita prima nel centro storico e poi in periferia, non sembra dare grandi risultati.
Si moltiplicano ogni giorno foto di discariche a cielo aperto nelle isole di prossimità collocate fuori dalle mura. Immagini che riportano alla memoria l’emergenza rifiuti di Napoli. Guai a definirla così, però. Nonostante le centinaia di segnalazioni e le evidenti problematiche denunciate dai cittadini, il sindaco descrive tutta un’altra storia.
L’immondizia continua ad accumularsi in ogni angolo della città. Come intende affrontare l’emergenza rifiuti?
“In ogni angolo? – replica scettico Michelini -. Specifichiamo dove, perché ci troviamo di fronte a due situazioni diverse, ossia il centro della città e le zone periferiche. Parliamo di connotazioni viarie specifiche, perché, a me in generale, non piace parlare”.
Nella maggior parte delle zone in cui è partito il servizio di raccolta differenziata, le basta? Come intende affrontare questa emergenza?
“Bisogna distinguere la parte all’interno delle mura, quella periferica e poi le zone non servite. Ognuna ha problematiche diverse”.
Come è la situazione nel centro storico?.
“A livello di spazzamento è più pulito. E questo lo hanno rilevato tutti, a meno che qualcuno non sia pregiudizievolmente contro. Faccio giri per il centro tutti i giorni e me ne rendo conto nel parlare con le persone”.
E cosa ne pensa del fatto che ci siano cassonetti fuori dalle case e a volte anche con l’immondizia da raccogliere? Anche esteticamente il centro non ne va a perdere?
“Che nel centro non venga raccolta l’immondizia, mi giunge nuovo. Non so se ci sono casi, ma non generalizzerei. Ci sono stati casi in cui il vento forte ha buttato la spazzatura in giro, ma di norma la raccolta è regolare”.
E i cassonetti in bella vista?
“Quello è un altro discorso e riguarda il decoro. Ora tutto si può migliorare, si può anche ridurre l’impatto negativo del cassonetto, nel caso ci fosse. Nel centro storico, però, la raccolta viene fatta”.
Giudica positivamente il servizio, quindi?
“Non giudico positivamente. Ci sono situazioni sicuramente da migliorare, come nella vita di tutti i giorni. Di certo dobbiamo intervenire sui disservizi, però dire che nel centro storico il cassonetto non viene scaricato è inappropriato. Per l’estetica della parte medievale, invece, si può ragionare per trovare delle alternative. Non mi va però di generalizzare, per cultura. Se ci sono criticità in genere, mi piacerebbe capire dove”.
Secondo lei nelle zone periferiche come viene gestito il servizio?
“I problemi ci sono, visto che, per esempio, i punti di raccolta per le zone non servite non sono ancora stati posizionati e se collocati, in parte, non sono stati segnalati adeguatamente o sono insufficienti. Se sarà necessario ne aggiungeremo degli altri, nonostante già ce ne siano cinque in più rispetto ai 50 previsti dal contratto. La ditta che fa il servizio ha preso tempo fino al 9 gennaio per completare la distribuzione dei cassonetti nelle zone esterne. Una volta messi, inizieremo a monitorare le aree con le videocamere aree per punire i trasgressori”.
Come pensa di agire su chi getta l’immondizia dove non dovrebbe?
“Con multe salate che abbiamo addirittura raddoppiato”.
In alcuni casi, sei cassonetti dell’indifferenziato sono stati sostituiti da uno comune per tutti. Come pensa di gestire questo sottodimensionamento?
“Dove ci sono dei problemi rimedieremo raddoppiando il numero dei cassonetti”.
Sarà possibile quindi aumentarli?
“Se sono insufficienti due cassonetti, ne metteremo tre e così via. Rilevo solo che nelle zone in cui sono aumentati gli addetti allo spazzamento, per esempio, la differenza in positivo si è vista”.
Proprio nelle zone periferiche si sono venute a creare delle vere e proprie discariche a cielo aperto. Come si affronta il problema sanitario che ne deriva?
“Nelle zone periferiche ci sono dei punti di raccolta che verranno monitorati per capire se i trasgressori provengono dal comune o da fuori… Li individueremo per poi segnalarli”.
Sì, ma al di là delle infrazioni, come si gestisce il problema per la salute che si viene a creare per il perdurare dell spazzatura sulle strade…
“Per problema sanitario si intende che, in pratica, l’immondizia va in fermentazione?”, chiede a sua volta.
Si intende cattivo odore o animali randagi che vivono nella spazzatura. Avvicinarsi a certi posti non è il massimo della sicurezza, non crede?
“L’immondizia non sta per terra, ma nel cassonetto, quindi una volta che è lì dentro non ci sono problemi”.
Si sarà reso conto, però, che le cose non stanno così e che anzi il più delle volte i sacchetti sono fuori dai cassonetti. Ci sono anche punti in cui per dieci giorni non è stata raccolta la spazzatura e si sono create delle situazioni imbarazzanti.
“Non mi pare ci siano casi di questo tipo”.
Non ha visto le segnalazioni dei cittadini?
“Sì, le ho segnate tutte e laddove ci sono stati disservizi, la ditta è stata invitata a intervenire. Se necessario si rescinderà anche il contratto. Non si può comunque generalizzare per tutte le zone”.
Non è accorto anche lei che questa è la realtà nella stragrande maggioranza dei punti in cui è partita la raccolta nelle zone non servite dal porta a porta?
“Ma no, mi sembra esagerato. Ci sono dei casi che saranno affrontati e risolti. Il 9 gennaio comunque tutti i punti di raccolta saranno completati, metteremo le telecamere e andremo avanti…”.
Perché non è stata fatta informazione corretta? E soprattutto perché non è stata fatta in tempi giusti?
“Le informazioni sono su Internet nel sito di Viterbo ambiente dal 20 dicembre”.
E per chi non ha il computer o chi non lo sa usare? E poi la differenziata è partita molto prima…
“Faremo altri tipi di informazione”.
Secondo lei le indicazioni non andavano date sul posto in cui la gente buttava l’immondizia per informarla e abituarla gradualmente a un cambiamento di questo genere?
“Eh ma tutti sanno che ci sono delle zone non servite”, risponde glissando.
Per esempio a via Pacinotti, i commercianti e gli abitanti della zona, da un momento all’altro si sono ritrovati senza cassonetti e senza sapere dove fossero stati spostati.
“Magari, ci sarà stata inadeguata informazione”.
C’è gente che in tre ore si è trovata a comprendere meccanismi della raccolta dei rifiuti senza saperne nulla.
“Probabilmente andrà fatta ulteriore informazione. Tutto può essere migliorato e non si escludono errori”.
Resta il fatto che i cittadini si sono trovati con gli opuscoli informativi nelle mani a due ore dall’avvio del servizio…
“L’impresa forse non ha comunicato le notizie dovute. Ci può pure stare”.
Per le persone è difficile organizzarsi in poco tempo. Non le pare una mancanza di rispetto per i cittadini?
“Non è mancanza di rispetto, ma più che altro il fatto che l’informazione poteva essere fatta meglio su certi aspetti. Da questo a dire che c’è mancanza di rispetto, mi sembra troppo”.
A oggi per esempio il punto delle isole di prossimità è segnalato, indicando genericamente la strada, senza coordinate specifiche. Come si gestisce questo problema?
“Si affronta. Vedremo di comunicarle meglio. Non so, compreremo una pagina di giornale e lo diremo sui siti online con una descrizione più precisa”.
Quindi continuerete nell’errore non informando casa per casa.
“Ammetto che i problemi ci sono stati anche per esempio con il numero verde che non funzionava e quindi abbiamo chiesto all’impresa di intervenire. Stiamo provvedendo”.
Secondo lei sono sbagliate le modalità con cui la differenziata è stata gestita e progettata oppure sono i viterbesi a essere degli zozzoni?
“Non ho mai pensato questa ultima cosa”.
Il riferimento è naturalmente alle situazioni che si sono venute a creare in alcuni punti di raccolta…
“Che devo dire che non c’è stata informazione? – chiede innervosito -. Non ho capito, mi deve far dire qualcosa?”, aggiunge stizzito.
Assolutamente.
“Ecco – conclude Michelini -. Allora distinguiamo i problemi tra zone servite, quelle periferiche e i punti in cui ancora non c’è il servizio. In ognuna ci sono delle criticità e alcune ne avranno di più delle altre. Abbiamo affrontato le diverse situazioni e continueremo a farlo. Certo, qualche disservizio ci sarà sempre e tutte le volte cercheremo di superarlo. L’informazione poteva essere fatta meglio, indubbiamente, ormai, però, quello che è fatto è fatto. Da adesso, cercheremo di migliorare, informando le scuole e incontrando i cittadini. Mi sono trovato di fronte a un contratto in essere e ho fatto il possibile. I problemi che ci sono voglio risolverli”.
Paola Pierdomenico
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