Viterbo – (g.f.) – Altri sei mesi di vita a Tusciaexpò.
La società nata per far decollare la fiera a Viterbo è stata messa prima in liquidazione, quindi soggetta a procedura fallimentare dopo che provincia, regione e comune avevano deciso d’uscire, visto che con gli anni il sogno fieristico non è decollato, al contrario delle perdite, coperte negli anni dai soci.
Con l’arrivo di Michelini in comune però, si fa retromarcia. L’amministrazione non vuole più abbandonare l’idea di realizzare il centro fieristico, coinvolgendo operatori privati.
Nell’assemblea del 10 dicembre, su proposta di Michelini, è stato deciso di ritirare l’istanza di fallimento, contraria la provincia, mantenendo però la procedura di liquidazione e dando tempo fino a giugno di valutare la fattibilità del progetto comunale.
Nulla d’eccezionale, se non fosse per il fatto che l’iniziativa del primo cittadino potrebbe creare grane a livello politico nella sua maggioranza.
Il consiglio comunale si è espresso il primo marzo 2012 sullo scioglimento della società. La delibera ha ancora una sua validità e prima di chiedere all’assemblea Tusciaexpò di ritirare la procedura fallimentare, Michelini sarebbe dovuto passare per il consiglio comunale.
Senza contare che nella maggioranza che lui rappresenta, ci sono stati consiglieri che un anno fa si sono espressi a favore, seppure con sfumature diverse, della chiusura di Tusciaexpò.
Oggi i vari Serra, Insogna, Quintarelli, Ricci, Ciambella che ne pensano? Hanno cambiato idea?
Dubbi che ieri sono emersi durante la riunione in quinta commissione. La minoranza ha chiesto, ma ha avuto poca soddisfazione nelle risposte. Un po’ di fiera si può ancora fare.
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