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Villa San Giovanni in Tuscia – Riceviamo e pubblichiamo – Sindaco,
le sue precisazioni in merito alla vicenda della estumulazione dei resti di uno dei miei cari, sgradevoli e prive di qualsiasi tipo di rispetto, non meriterebbero alcuna risposta. Sono righe che lasciano perplessi e sgomenti e proprio per questo andrebbero completamente ignorate.
Ritengo, però, che il rispetto per mio nonno mi imponga di tornare, per l’ultima volta, sull’argomento.
Intanto, se lei volesse cercare bene tra la documentazione agli atti del comune, troverebbe anche una diffida dal procedere alla estumulazione a firma dell’erede maggiore di età e una a firma di una delle nipoti. A queste comunicazioni, lei non ha mai risposto.
Ma vede, non è questo il motivo che ci ha profondamente amareggiati, non è per questo che ci sentiamo violentati nella nostra intimità e mancati di rispetto.
Ammesso e non concesso che il comune avesse titolo a liberare quel loculo, cosa su cui in molti nutrono seri dubbi, come è potuto accadere che nessuno ci abbia avvisato dell’operazione? Come si è potuto arrivare ad un disservizio così grave?
Nessuno ci ha mai avvisato neanche a operazione effettuata, come invece lei asserisce. Personalmente ho chiamato in comune per avere spiegazioni e mi sono sentita dire “pensavamo non ci fossero più eredi del defunto”, aggiungendo, se possibile, ulteriori motivi di sdegno alla vicenda. Sarebbe bastato, se proprio necessario, scendere in piazza e chiedere al primo passante per sapere chi erano gli eredi di Nazareno Gasbarri.
Noi parenti avremmo voluto, per esempio, essere presenti all’operazione di estumulazione. Noi parenti avremmo voluto raccogliere i resti del nostro caro e custodirli in un altro loculo a noi disponibile, avendo così ancora la possibilità di deporre un fiore in memoria del nostro defunto. In poche parole, avremmo voluto semplicemente ciò a cui ogni cittadino ha diritto, soprattutto quando si tratta di questioni così intime e private: rispetto.
Rispetto che, a dire il vero, manca anche nel tono e nei contenuti delle sue precisazioni. Vede, quando si è convinti dell’ingiustizia di un provvedimento, non è la somma impegnata a determinare il conseguente comportamento, sia essa di uno, dieci o novanta euro. Ma tutto ciò, ripeto, esula dalla grave mancanza perpetuata effettuando l’estumulazione senza dare alcuna informazione ai parenti.
Le sue precisazioni contengono inoltre passaggi irrispettosi che ci offendono profondamente.
Nell’irridere la nostra famiglia, signor sindaco, ha commesso una mancanza che non ci saremmo mai aspettati, soprattutto dal primo cittadino del nostro paese.
Paola Gasbarri
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