Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Prosegue il sit-in dei dipendenti della Nuova santa Teresa, in piazza del comune a Viterbo, per incalzare la Regione Lazio a rilasciare l’autorizzazione a fornire prestazioni private, dopo quattro anni dalla sua apertura.
Infatti solo questo permetterebbe di stabilizzare i posti di lavoro e aumentare nella città e nella provincia l’offerta sanitaria di qualità senza nessun esborso di denaro pubblico.
Le firme raccolte fino ad oggi sono oltre 3500, a dimostrazione dell’effettivo disagio e affetto dimostrato nei confronti dei dipendenti a rischio di lavoro, da parte dei cittadini che sempre più spesso si ritrovano a emigrare fuori provincia e regione per le liste di attesa lunghissime nel pubblico e l’assenza nel privato di strutture in grado di integrare le mancanze.
In questo contesto la Nuova santa Teresa, una struttura nuovissima e all’avanguardia, sarebbe un fiore all’occhiello per il territorio e compenserebbe i disagi.
Inoltre i dipendenti del gruppo Ro.Ri, Nuova santa Teresa e Casa di cura Nepi, circa 160, continuano a vivere , come ormai da lungo tempo, un forte disagio, uno stato di precarietà e incertezza sul loro futuro. Infatti anche il nuovo anno per loro è iniziato con quattro stipendi arretrati, il rischio di licenziamenti e il timore di subire altri tagli, laddove invece la richiesta sanitaria avrebbe bisogno di incrementi in un territorio, quello viterbese, sempre più impoverito di servizi sanitari essenziali.
In questo stato i dipendenti chiedono risposte concrete ormai stremati e sempre più in difficoltà economiche, incerti e destabilizzati. Essi continuano a prestare il loro lavoro con dedizione e professionalità e chiedono solo di poter guardare al futuro con maggiore sicurezza e tranquillità e offrire una risposta rapida e di qualità alle esigenze dei cittadini.
Debora Ercoli
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY