Viterbo – Rubati due antichi dipinti dalla chiesa di Sant’Orsola.
Due opere, del seicento e del settecento, sono scomparse dalla chiesa che si trova in via San Pietro. Si tratta di due pale d’altare raffiguranti la Madonna immacolata (XVII secolo) e Santa Lucia (XVIII secolo).
Il furto è stato segnalato al comune e un tecnico si è recato sul posto questa mattina.
Sembra che una quindicina di giorni fa il sindaco Leonardo Michelini e la vicesindaco Luisa Ciambella abbiano fatto un sopralluogo per constatare lo stato di in cui versa la chiesa di Sant’Orsola e le pale erano ancora al loro posto.
Sulla vicenda indaga la squadra mobile, coordinata da Fabio Zampaglione.
Le due opere erano in pratica abbandonate come per altro la chiesa di Sant’Orsola.
La Madonna Immacolata, che si trovava nell’altare di sinistra, era stata realizzata nel Seicento e forse restaurata da Domenico Corvi. Santa Lucia collocata nell’altare di destra è stata realizzata nel Settecento. Nella chiesa ora rimane solo Il martirio di sant’Orsola nell’altare centrale. Una tela d’eccellente fattura, forse cinquecentesca, e in uno stato di degrado quasi irreversibile.
Le tre pale d’altare sono state per anni abbandonate, in balia dei topi, dei piccioni, della polvere e dell’umidità. Tutta la chiesa, in realtà, è abbandonata.
La chiesa di sant’Orsola si chiamava chiesa di san Giovanni in Petra e lo storico locale Francesco Cristofori, elencando le 12 collegiate più importanti che anticamente erano in Viterbo, indica fra le altre anche quella di san Giovanni in Petra.
Luca Ceccotti, altro storico viterbese, scovando negli archivi della città, fece risalire la prima memoria di questa chiesa al 1190. In una pergamena della chiesa di san Sisto si parla di san Giovanni in Petra addirittura nel 1179. Si sa che nel 1207 questa chiesa era soggetta ai monaci dell’abbazia di San Martino al Cimino.
Con il passare del tempo la chiesa di sant’Orsola perse la sua importanza, tanto che nell’anno 1562 la parrocchia di san Giovanni in Petra venne soppressa e i fedeli furono ripartiti fra quelle vicine di san Leonardo e san Pellegrino, mentre i beni furono assegnati alla parrocchia di santa Maria Nuova.
In questo periodo che la chiesa prende la nuova denominazione di sant’Orsola. Nel 1571 fu istituita a Viterbo la Confraternita di sant’Orsola e le fu ratificata la cessione della chiesa che ormai non era più parrocchia.
Nel 1746 i confratelli si trovarono nella necessità di provvedere alla ricostruzione della chiesa ormai fatiscente e per questo bandirono un regolare concorso. In concorrenza ci furono due progetti: un disegno era del pittore Domenico Corvi, l’altro era di Francesco Ruggeri. A decidere fu il celebre architetto Nicola Salvi di Roma che scelse il progetto firmato da Ruggeri. A Corvi i confratelli affidarono l’incarico di disegnare un nuovo stendardo (oggi introvabile) con l’immagine di sant’Orsola.
Sul furto è stata sporta formale denuncia, mentre sul posto è arrivato il capo della Mobile Fabio Zampaglio con gli uomini della scientifica per fare un primo sopralluogo.
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