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Viterbo – “Il ritrovamento del film Piume al vento, girato a Viterbo nel 1950 e interpretato da mia madre Olga, è stato il più bel regalo di Natale. Grazie a Tusciaweb che ha pubblicato la notizia, a mio cugino professore Carlo Gorgoni di Modena che l’ha letta e a Silvio Cappelli che, dopo tante ricerche, mi ha regalato il dvd e permesso di rivedere mia madre vitale”.
Questo è stato il commento di Gianfranco Gorgoni, il fotografo che ha fatto la storia della pop art americana, durante la sua seconda visita a Viterbo per il ponte festivo dell’Epifania.
“Un paio di mesi fa ero nella mia abitazione di New York ed ho ricevuto la notizia per telefono da Modena alle 4 di mattina. Erano anni che stavamo ricercando il film “Piume al vento”. Mia madre, l’attrice e interprete principale Olga Gorgoni, è morta nel 1954, quando io avevo circa 13 anni, a causa delle esalazioni di monossido di carbonio prodotte da una stufetta. Io il film l’avevo visto appena uscito, nel 1951, ma avevo circa 10 anni e non me lo ricordavo più. Che storia straordinaria!”.
Gianfranco Gorgoni, di origini abruzzesi (la sua famiglia è di Bomba in provincia di Chieti), emigrato in america nel 1968, collaboratore di diverse riviste e giornali come New York Times, L’Espresso, Twen, Time e Vogue, ha immortalato con i suoi scatti numerosi artisti della popular art americana. Tra gli altri: Andy Warhol, Robert Rauschenberg, Jhons, Roy Lichtenstein, Rosenquist e Chamberlain.
Era sul palco a fotografare gli artisti che si esibivano durante il famoso concerto di Woodstock nel 1969, in particolar modo Jimi Hendrix. Ha vissuto con l’obiettivo della sua macchina fotografica gli accadimenti che portarono alla caduta del governo di Salvador Allende ed ha scattato da vicino, tra gli altri, il presidente Carter, Papa Woytila e Fidel Castro con il quale ha anche viaggiato in aereo per recarsi a Santiago de Cuba.
Gianfranco Gorgoni è venuto nuovamente a Viterbo, sabato e domenica scorsa, prima di ripartire per New York, con una busta di fotografie di sua madre Olga. Una bellissima e bravissima attrice che nella sua breve carriera aveva già girato cinque film. Alcune delle fotografie portate da Gorgoni sono state scattate dal fotografo di scena Racanelli e riguardano il film girato a Viterbo.
Ora sono oggetto di analisi e confronto nella speranza di scoprire vedute inedite della città risalenti al 1950. Prima di ripartire da Viterbo Gianfranco Gorgoni, vero e proprio talent scout, ha incontrato nel suo studio laboratorio di via dell’Orologio vecchio, l’affermata designer di borse a livello internazionale, Benedetta Bruzziches.
Una giovanissima ragazza volata a disegnare borse in India all’età di 23 anni, poi andata per lavoro anche in Cina e Brasile, che in poco tempo, dopo essere ritornata in Italia, ha reso le sue creazioni famose e richieste in tutto il mondo.
Quella di Benedetta è considerata una delle otto imprese emergenti raccontate nel libro “Impresa impossibile” scritto dal giornalista e conduttore del programma de La7 Piazza pulita Corrado Formigli. Benedetta Bruzziches, grazie alla sua bravura e a quella dei suoi collaboratori, è oggi titolare di una delle otto aziende italiane che ce l’hanno fatta, a dispetto della crisi e delle pessime acque in cui naviga l’imprenditoria italiana.
E Gianfranco Gorgoni, che di arte se ne intende, ha molto apprezzato e ammirato le sue stupende borse complimentandosi con Benedetta anche per il modo di creare, andando oltre i materiali, parlando di storie, di forme e di personaggi. Attimi e sensazioni, di un fine settimana viterbese, che vanno a formare un tessuto fatto di diverse e belle storie fantastiche, formato da trame e da orditi che si sono intrecciati in modo casuale, grazie alla disponibilità, alla corrente di simpatia e dintesa di alcune persone.
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