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Carbognano - Polizia - Dentro, due locali contigui e attrezzature da 1500 euro l'una - Sequestrati due etti e mezzo di droga

Un sofisticato pollaio per coltivare marijuana

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Serra di marijuana dietro un pollaio - Squadra mobile

Serra di marijuana dietro un pollaio – Squadra mobile

Serra di marijuana dietro un pollaio - Squadra mobile

Il ripostiglio nascosto

Serra di marijuana dietro un pollaio - Squadra mobile

L’impianto di irrigazione

Serra di marijuana dietro un pollaio - Squadra mobile

La droga nascosta sotto terra

Serra di marijuana dietro un pollaio - Squadra mobile

La droga nascosta sotto terra

Il capo della mobile Fabio Zampaglione

Il capo della mobile viterbese Fabio Zampaglione

Carbognano – (s.m.) – Lo spaccio per la Capitale partiva da Carbognano (video).

Era in un pollaio che veniva coltivata parte della marijuana da smerciare nell’hinterland romano. E quando la polizia si è presentata da M.R., contadino 55enne, in un terreno nella campagna carbognanese, lui non ha potuto che collaborare, consegnando lo stupefacente nascosto sotto terra e mostrando agli agenti il pollaio-serra.

Sembrava un normale ricovero per polli e galline. Solo a uno sguardo più attento, dietro alle gabbie per gli animali, si notava una porticina che portava a un cunicolo.

Nella perquisizione di mercoledì, agli agenti si sono aperti due locali comunicanti: la vera e propria serra, adibita all’aerazione e una stanza contigua, per l’umidificazione.

La droga veniva fatta germogliare attraverso una decina di lampade e un sofisticato impianto di aerazione e umidificazione. Apparecchiature elettroniche del valore di almeno 1500 euro l’una, stipate in due piccole stanze. Piccole, ma perfettamente funzionali.

Non c’è stato bisogno di sequestrare locali e pollaio. Gli agenti della squadra mobile di Fabio Zampaglione hanno smontato l’impianto e portato via tutto.

L’insospettabile contadino incensurato ha consegnato loro due etti e mezzo di marijuana già incellofanata e pronta per la vendita. Non c’erano piante messe a germogliare o a essiccare. Segno evidente, per gli agenti, che, pronti i due etti e mezzo di stupefacente, il contadino si preparava a un nuovo ciclo di coltivazione.

La denuncia a piede libero è scattata nell’ambito di un’inchiesta partita da Roma. Indagando sullo spaccio a Campo de’ Fiori e dintorni, gli agenti del commissariato Trevi, diretto da Gaetano Todaro, sono arrivati a Carbognano con i colleghi della mobile viterbese.

Il pollaio-serra era probabilmente un “ripiego”. Qualche mese fa, ai più assidui consumatori di droga era venuto a mancare un produttore importante: una villa a Rocca Priora adibita a serra-laboratorio, che ha chiuso i battenti dopo il blitz della polizia. 

Gli agenti sequestrarono 500 piante mature e in fiore.

I clienti, provenienti dal centro storico di Roma, dovettero fare a meno del loro fornitore di fiducia e affidarsi a nuovi spacciatori. Il cinquantenne contadino incensurato di Carbognano sembrava insospettabile.


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27 gennaio, 2014

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