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Politica - Sposetti e Fioroni sparano a zero sul segretario del Pd dopo la battuta che ha portato alle dimissioni di Fassina

Viterbo, capitale degli antirenziani

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Ugo Sposetti
Giuseppe Fioroni

Viterbo – Viterbo, capitale degli antirenziani.

La battuta del segretario del Pd Matteo Renzi su Fassina e le successive dimissioni di quest’ultimo da viceministro dell’Economia hanno provocato un lungo stuolo di prese di posizione e polemiche interne al partito che è passato anche da Viterbo.

Anzi. Viterbo, e i viterbesi “autorevoli” in particolare, pare ne siano proprio i capifila.

Il primo a farsi sentire è stato il senatore Ugo Sposetti, che del Pd ha visto la nascita e anche gran parte di tutto quello che c’è stato prima. Per tirare le orecchie al sindaco di Firenze, Sposetti, come si legge in un articolo del Giornale.it, ha citato un proverbio cinese che recita così: “Quando bevi l’acqua dal pozzo, ricordati sempre chi l’ha scavato”.

“Il messaggio – spiega infatti l’articolo di Paolo Bracalini – è per il nuovo segretario Pd e il suo giovanilismo a volte sprezzante verso chi ha scavato i pozzi, i «vecchi», i dirigenti e viceministri”.

Gli fa eco l’altro viterbese doc del Pd, l’ex ministro Beppe Fioroni, “che ha definito il neo segretario più destabilizzante di Grillo e Berlusconi”.

Fioroni sull’argomento ha rilasciato anche un’intervista a Wanda Marra del Fatto Quotidiano nella quale definisce “bullismo” la battuta tagliente di Renzi nei confronti di Fassina.

“Il bullismo politico che dobbiamo evitare – dice Fioroni al Fatto Quotidiano – è un’arma a doppio taglio perché la forza tranchant della battuta e anche della frusta verbale diventa un boomerang e a lungo andare si trasforma in un celodurismo che se non produce fatti quotidiani si ritorce contro il partito, il suo gruppo dirigente e alimenta solo divisioni e lacerazioni”.

Lo stesso concetto Fioroni l’ha espresso anche su Twitter: “Il consenso in politica deve dare autorevolezza non autoritarismo – cinguetta l’ex ministro -. Il rispetto della persona è fondamentale. Evitiamo il bullismo politico”.

Ciò che ci tiene a sottolineare Beppe Fioroni è che queste “uscite” di Matteo Renzi potrebbero creare instabilità, non solo nel Pd, ma nel governo e quindi all’Italia.

“Non è possibile che qualcuno porti avanti una conflittualità permanente con il governo per portarci alle urne – tuona sempre sulle colonne del Fatto Quotidiano l’ex ministro -. Ma se Renzi travalica il limite del rispetto e per primo non dà importanza alle sue battute e alle sue affermazioni per slogan si danneggia perché autorizzerà tutti a pensare che non sono cose serie”.

Infine non ci pensa due volte a condannare duramente la possibilità di trovare un accordo con il leader di Forza Italia per la legge elettorale.

“Un accordo con Berlusconi – conclude Fioroni – significherebbe senza alcun alibi un ritorno indietro e una chance per il Cavaliere, riportando il paese a un sistema bloccato in una contrapposizione tra berlusconiani e anti berlusconiani”.


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7 gennaio, 2014

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