Viterbo – Il decreto sull’abolizione del finanziamento ai partiti? Una vergogna.
L’idea del senatore Pd Ugo Sposetti sull’argomento è nota da tempo e l’ha ribadita in un’intervista all’Huffington Post, parlando anche della legge elettorale frutto dell’intesa fra Renzi e Berlusconi.
“Va a discapito della democrazia” è il pensiero del parlamentare viterbese sulla proposta di finanziamento. Il decreto sui partiti è in discussione in commissione. “Questo decreto è una vergogna – dice Sposetti – sia nella parte delle erogazioni liberali, sia in quella sul due per mille e soprattutto in quella relativa alle agevolazioni alle spese”.
Quindi da bocciare. “Va a scapito della democrazia, soprattutto perché, se il Parlamento approva questa legge elettorale, si penalizzano i piccoli partiti, che per crescere avranno bisogno di risorse per arrivare su tutto il territorio nazionale e fare una buona campagna. Non avendole, saranno sempre sotto la soglia di sbarramento.
Insomma il combinato disposto della legge elettorale e del decreto sul finanziamento comporta un danno per la rappresentanza. Perché devo per forza sostenere il primo o il secondo partito se ho un’altra idea e voglio sostenerne uno più piccolo e che sta nascendo?”.
Sul finanziamento ai partiti, Sposetti si rifà a don Sturzo. “Sturzo diceva: non facciamo dei partiti, associazioni di soggetti privati, ma un soggetto giuridico che segua le norme dettate dal Parlamento, così da avere non solo una maggiore forza, la democrazia interna, ma soprattutto per sapere come arrivano le risorse e come si spendono”.
In commissione, dove il finanziamento ai partiti è in discussione, Sposetti promette battaglia. “Ci sono emendamenti – spiega il senatore all’Huffington – ma più che una battaglia la mia è volontà di continuare ad argomentare, trovando consenso soprattutto tra i più giovani, tra i ventenni condividono il mio ragionamento, più partiti, più politica”.
Mentre sulla proposta di nuova legge elettorale, al giornalista che gli fa notare come dal 2008 si stia tentando una modifica, replica: “Non è vero. Nel 2008 Berlusconi e Veltroni hanno cercato di cambiarla e come al solito Berlusconi ha fatto saltare tutto. Nel 2012 si era arrivati a un accordo che è saltato perché Pd e l’allora Pdl non hanno raggiunto un’intesa fino in fondo e oggi discutiamo di una legge che favorisce i due maggiori partiti.
Si poteva certamente fare di meglio”.
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