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Economia - Divario tra stime fisco e prezzi di vendita emerso da uno studio di Confedilizia, associazione della proprietà immobiliari

Casa all’asta a Vetralla rivenduta a un quinto del valore

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Vetralla

Vetralla 

Vetralla – Casa a Vetralla e la rivende a un quinto del valore.

Crisi del mattone con valore degli immobili in costante calo e settore dell’edilizia in profondo rosso.

Difficile stabilire in questo periodo il valore reale di un immobile, in un momento in cui i prezzi sono in continua evoluzione, e siccome il mercato sta crollando si rischia di penalizzare ancora di più i contribuenti proprietari di case. A sottolinearlo è Confedilizia, associazione della proprietà immobiliare, in uno studio che evidenzia come tra i prezzi di vendita delle case in asta e le quotazioni diffuse dall’osservatorio del Mercato Immobiliare (Omi), che fa capo all’Agenzia dell’Entrate, spesso vi sia un’ampia forbice, con prezzi Omi più alti del prezzo di aggiudicazione.

Nel suo sito l’Agenzia delle Entrate avverte che le quotazioni Omi “sono soltanto di ausilio alla stima di un tecnico e nell’ambito del processo estimale non può che condurre a indicazioni di valori di larga massima”. Sta di fatto però che il valore finale dell’immobile, che si baserà anche sui metri quadri e non più sul numero delle stanze, verrà elaborato con un algoritmo.

L’associazione dei proprietari ha pubblicato sul suo sito 40 casi reali di appartamenti venduti all’asta nel 2013 e poi ha confrontato il prezzo di aggiudicazione con i valori minimi e massimi delle quotazioni Omi. In 33 casi su 40 il prezzo reale si è rivelato più basso delle stime e qualche volta con divari di quattro volte.

È il caso di un appartamento di Vetralla battuto all’asta a 27mila euro, secondo l’Omi avrebbe dovuto avere un valore oscillante fra 133mila 210 euro e 165mila 423. Differenze significative si evidenziano a Ragusa, Genova, Napoli e Ancona.


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11 febbraio, 2014

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