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Politica - Il deputato civitonico del movimento di Grillo si fa strada, mentre i media si occupano anche del padre Vittorio, legato all'estrema destra

Di Battista studia da candidato premier per i 5 Stelle

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Alessandro Di Battista alle Invasioni barbariche

Alessandro Di Battista alle Invasioni barbariche

Alessandro DI Battista in un post comparso su Facebook

Alessandro DI Battista in un post comparso su Facebook

Vittorio Di Battista viene fatto uscire

Vittorio Di Battista viene fatto uscire dal consiglio comunale a Civita Castellana

Alessandro Di Battista

Alessandro Di Battista

Alessandro Di Battista

Alessandro Di Battista

Alessandro Di Battista alle Invasioni barbariche

Alessandro Di Battista alle Invasioni barbariche

Alessandro Di Battista

Alessandro Di Battista

Alessandro Di Battista alle Invasioni barbariche

Alessandro Di Battista alle Invasioni barbariche

Alessandro Di Battista

Alessandro Di Battista

Viterbo – A quanto pare è il preferito di Beppe Grillo. Il leader del Movimento 5 stelle lo ha incoronato direttamente dal palco del Vaffa day a Genova: “Eccolo lì Di Battista – ha detto Grillo – sta diventando migliore di me”.

Alessandro Di Battista, 35 anni, deputato pentastellato, sembra destinato ad avere un ruolo di primo piano nel panorama politico nazionale.

Originario di Civita Castellana, con un padre “ingombrante” che si dichiara orgogliosamente fascista, su Di Battista si concentra l’interesse e la curiosità del mondo politico e non solo. Prima da Santoro in collegamento e poi per la prima volta in studio, intervistato alle Invasioni barbariche da Daria Bignardi, ha spiegato che qualora gli dovessero chiedere di candidarsi premier, lui non si farebbe trovare impreparato.

“Credo – dice l’esponente M5s – che sarei all’altezza del compito, tranquillamente”. E su Facebook già compaiono foto con la scritta: “Di Battista futuro presidente del consiglio”.

La sua notorietà ha subito un’impennata dopo le contestazioni seguite all’utilizzo della “ghigliottina” da parte della presidente della Camera Boldrini, per approvare in tempo il provvedimento su Imu e Bankitalia.

Lui e altri deputati del M5S hanno cercato di occupare la sala della commissione Giustizia e quella della commissione Affari costituzionali, interrompendo la seduta, quindi si è scontrato verbalmente nella sala stampa di Montecitorio con Roberto Speranza, capogruppo del Pd alla Camera, poi l’appello a Cuperlo del Pd, rimasto lettera morta.

Oggi con Grillo, mentre in passato ha votato Radicali e Rifondazione comunista, anche se col tempo ha maturato una delusione per il vecchio modo di fare politica. Al momento non si lascia ammaliare da Renzi, anche se il segretario Pd ha avuto per lui parole d’elogio: “Non mi fido – dice alla Bignardi Di Battista, riferendosi a Renzi– ha un faccione falso”.

A Civita Castellana il padre Vittorio è molto conosciuto, l’altra sera alla trasmissione di Radio 24 La zanzara, hanno fatto riascoltare una sua intervista del 2010 in cui si definiva orgogliosamente fascista.

Alla domanda del giornalista Parenzo: “Posso chiamarla camerata, non si offende?”, la risposta è stata senza indugi: “Mi fa onore”. Vittorio Di Battista a Civita è in prima linea politicamente. Nella seduta di consiglio comunale in cui i componenti della maggioranza si dimettevano a seguito di curricula inviati da parenti a un centro commerciale che stava aprendo, la sua voce si è fatta sentire. Contro l’amministrazione.

Fino a quando non è stato accompagnato fuori dall’aula del consiglio dai vigili. Non è uno che le manda a dire, insomma.

Inevitabile per la Bignardi, sollecitare il figlio sull’argomento. “L’ha messa in imbarazzo – chiede Bignardi – questa intervista?”.

Alessandro distingue: “Sono fiero di essere figlio di mio padre, ma mio padre è mio padre e io sono io”.

Scrittore, laureato in discipline dell’arte, della musica e dello spettacolo, master di secondo livello in tutela internazionale dei diritti umani ha viaggiato spesso in Sudamerica ed è fedele allo spirito del movimento di Grillo: “Siamo un gruppo – ha specificato da Santoro – qualsiasi successo o fallimento è di tutti”.

Finora si è tenuto lontano da quelle che sono le vicende del suo paese d’origine. Saggia scelta, viste le prospettive che gli si potrebbero aprire in ambito nazionale.


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2 febbraio, 2014

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