Vallerano – Riceviamo e pubblichiamo – Ugo Rapiti, lo storico sindaco di Vallerano, se ne è andato nella notte mentre dormiva.
La triste notizia ha fatto in breve il giro del paese e della provincia, suscitando in quanti lo conobbero, sgomento e sorpresa nonostante la veneranda età di 88 anni.
I funerali si svolgeranno domani 14 febbraio alle 15 nella chiesa della Madonna del Ruscello, dove tutta la comunità potrà stringersi intorno alla famiglia per salutare il “mitico” Ugo.
Una vita piena di impegno politico, quella del Rapiti.
Nato il 16 settembre 1925 a Vallerano da Vittore e Ida, a 19 anni si arruola nelle bande partigiane della Toscana, per poi tornare in paese a guerra finita.
Bracciante agricolo, entra in amministrazione comunale nelle fila del Partito Comunista già nei primi anni ’50, ricopre varie cariche fino ad essere eletto sindaco nel 1955-1956.
Continua l’impegno anche da sindacalista, che gli costerà anche l’arresto (tre mesi passati in carcere) per essersi schierato durante un comizio a Corchiano dalla parte dei braccianti che avevano occupato le terre dell’Eca (Ente Comunale di Assistenza), in parte ricadenti sul territorio di Vallerano. L’appoggio popolare si fece sentire, e fu indetta una manifestazione alla presenza dell’ex presidente dell’Assemblea Costituente, il senatore Umberto Terracini.
Eletto nuovamente sindaco nel 1964, resterà alla guida del paese fino al 1985, grazie alla sua affabilità, all’onestà e al suo essere “uno del popolo”. E per il popolo Ugo Rapiti si è davvero prodigato: sotto la sua amministrazione sono state realizzate tutte le opere necessarie alla comunità, come la scuola elementare, la scuola media, la palestra, la piscina, l’edilizia popolare.
Conosceva bene Giulio Carlo Argan, senatore e primo sindaco non democristiano di Roma, Luigi Petroselli, Ugo Vetere, Gian Carlo Pajetta, e tanti altri politici a livello nazionale molti dei quali portati a Vallerano in occasione di qualche comizio.
Fu addirittura inviato dal Partito comunista a Pechino e a Mosca, dove parlò nella Piazza Rossa. Una volta, mentre era sindaco, venne a parlargli il re Gustavo VI Adolfo di Svezia che voleva intraprendere degli scavi nel territorio di Vallerano.
Ma le sue amicizie erano anche nel mondo culturale. Era in buoni rapporti con Pier Paolo Pasolini (lo accompagnò dal sindaco di Soriano per acquistare la Torre di Chia), con Libero Bigiaretti, che negli anni ’70 comprò la casa di Corrado Alvaro. Ed è proprio con lo scrittore calabrese che Rapiti ebbe un rapporto di profonda stima ed amicizia.
Ultimamente aveva collaborato con l’associazione culturale europea “F. Orioli” per ricordare Corrado Alvaro, e con il Gruppo archeologico per dare una testimonianza sul ruzzolone, antico gioco ormai scomparso.
Come ha scritto Oreste Massolo, suo grande amico scomparso poco tempo fa, Ugo Rapiti seguiva l’insegnamento del senatore Enrico Minio: “Non devi chiuderti in ufficio, devi stare tra le persone ed interessarti dei problemi reali, anche se piccoli”.
Ugo è stato senza dubbio non solo il sindaco del paese, ma l’emblema di Vallerano.
Tiziano Valerio Severini
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