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Droga nell’agriturismo, Cherubini esce dal carcere

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C.O.

Oliviero Cherubini

I soldi e la droga sequestrata dai carabinieri

I soldi e la droga sequestrata dai carabinieri dopo il blitz nell’agriturismo

I soldi e la droga sequestrata dai carabinieri

Viterbo – Esce dal carcere Oliviero Cherubini.

Il 34enne di Marta arrestato per il chilo di droga nell’agriturismo dei genitori è ai domiciliari.

Il gip di Viterbo Salvatore Fanti ha accolto l’istanza dell’avvocato Roberto Massatani.

Cherubini era rinchiuso a Mammagialla da otto mesi. 

Sfuggito a un primo arresto e consegnatosi poi spontaneamente ai carabinieri, a fine giugno si è visto notificare la megaordinanza dell’operazione Drum: 600 pagine per sessantadue arresti e un’intera rete di spaccio stroncata tra Roma e Viterbo. Ma il tribunale del Riesame annullò l’ordinanza del gip, rispedendo a casa gli arrestati. Tutti tranne Cherubini.

Il 34enne si era costituito a giugno 2013. Dieci giorni prima era scappato dopo aver incrociato i carabinieri sulla strada per Capodimonte. Nella jeep, abbandonata ai bordi della strada, aveva lasciato la fidanzata 27enne con 500 euro e sei schede telefoniche di un gestore romeno. Poco dopo, l’aveva raggiunta il padre di lui, il 65enne Giuseppe Cherubini, che i carabinieri avrebbero visto mentre cercava di disfarsi di un pacchetto nascosto in macchina. Dentro c’erano 200 grammi di hashish.

Un altro chilo di stupefacente fu trovato nell’agriturismo dei Cherubini: “Il Castellaccio”, tra Tuscania e Marta. Un arsenale per lo spaccio di droga, tra sostanza da taglio, bilancini di precisione e il presunto libro mastro dei clienti.

In arresto finirono il padre di Cherubini, la sorella e la fidanzata. Mentre del 34enne Oliviero, nessuna traccia per dieci giorni. Fino a quando non si presentò di sua spontanea volontà dal pm Paola Conti. Era il 9 giugno 2013. Il 25 sarebbe scattata la megaretata “Drum” dei carabinieri di Viterbo.

Per gli inquirenti, l’anello fondamentale della catena sarebbe stato proprio Cherubini, fermato insieme a madre, padre e due sorelle. Nella lista degli arrestati, il suo nome è il primo e il più ricorrente tra i 463 capi di imputazione. Una lunghissima serie di episodi di spaccio. Molti contestati in concorso con i familiari.

Uno smercio di droga a conduzione familiare, secondo gli investigatori. Ma il castello accusatorio è crollato dopo il colpo fatale del Riesame: ordinanza annullata e liberi tutti. Tranne chi era stato arrestato per altri fatti. Proprio come Cherubini che solo ieri ha potuto lasciare il carcere. 

L’inchiesta sul chilo di droga sequestrato al “Castellaccio”, nel frattempo, si è chiusa. Da prima di Natale Cherubini aspetta la fissazione dell’udienza preliminare. Quanto al maxiblitz Drum, le indagini del pm Renzo Petroselli continuano.


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